Ristorazione, il bilancio 2020 fa paura
di Paolo Celentano
Bilancio 2020 – settore ristorazione annichilito nonostante vi siano stati i crediti d’imposta del 60% per i canoni di locazione e il fondo perduto sul fatturato di Aprile, prima del 100% e poi del 200%.
In tutto i mesi lavorativi sono stati circa nove, molti dei quali hanno registrato un calo vertiginoso delle entrate a causa della politica di terrore attuata prima dai vertici del governo e poi da quelli della regione, nonostante i ristoranti risultassero i luoghi più sicuri in virtù di una continua sanificazione. Inoltre, va anche detto che i costi quali utenze, fiscali, tributari e previdenziali hanno subito solo una sospensione nella prima fase salvo poi essere ripresi successivamente attraverso un serie di dilazioni. Non va dimenticato che molti, non potendo immaginare colpi di coda del lockdown, nei mesi antecedenti alla pandemia, hanno acquistato attrezzature o effettuato dei lavori esponendosi finanziariamente. I tanto decantati prestiti agevolati con garanzia dello stato sono pur sempre dei prestiti che dovranno essere restituiti. Infine, ma non ultimi, i dipendenti. Sono loro che vivono ormai uno stato di precarietà perenne dovuto da una cassa integrazione che ha la lentezza di un pachiderma.
Non tutti possono vivere di rendita, ma tranquilli… “andrà tutto bene.”

