Il mio Paradiso è il campo di battaglia
di Domenico Casolaro
Era il 3 gennaio del 2020 quando un drone degli Stati Uniti, presso l’aereoporto internazionale di Baghdad, prese di mira e uccise il massimo generale Iraniano Qasem Soleimani. L’attacco, avvenuto durante la crisi del Golfo(tra il 2019 e il 2020), iniziò dopo che gli Stati Uniti si ritirarono in modo unilaterale dall’accordo nucleare con L’Iran nel 2018, ripristinando pesanti sanzioni e restrizioni economiche. Da allora fu un crescente susseguirsi di tensioni tra i due paesi culminate con l’uccisione del comandante dei Pasdaran.
Ad un anno dalla sua morte non stanno passando per nulla inosservate le tantissime cerimonie in tutto l’Iran in suo onore. Per molte persone in Occidente Soleimani era un terrorista che ha causato la morte e la distruzione in molte zone del Medio Oriente, dall’Afghanistan alla Siria, dallo Yemen in Arabia Saudita,cioé in quel teatro di guerra dove lui ha condotto tantissime operazioni a capo delle forze Quds. Per molti iraniani invece rappresenta un eroe nazionale che ha impedito all’Isis di impadronirsi dell’ Iraq e della Siria nonché di penetrare in Iran. Già quando era in vita la sua figura era osannata e la sua immagine era mostrata ovunque. Dopo la sua morte il suo status si é evoluto a martire venendo paragonato addirittura alla figura dell’ Imam Hossein, il Santo sciita morto a Kerbala, sempre in Iraq nel 680 d.c. Pochi giorni dopo la sua morte divennero migliaia le strade e le piazze dedicate alla sua memoria e non solo nel suo paese di origine. La sua casa di infanzia attualmente é un museo e sono tante le sezioni museali dedicate in suo onore, oltre ad essere stato di ispirazione a film, serie tv e videogiochi. Soleimani é diventato una icona che va ben oltre la politica ed é più vista come uomo di popolo che trascende il mito. Il suo assassinio, per ordine diretto di Trump, non ha fatto altro che accrescere enormente la sua popolaritá e la rabbia di milioni di persone contro l’apparato militare americano. Subito dopo il suo assassinio si succedettero una serie di eventi funesti ai danni dei soldati Statunitensi presenti in Iraq, che raggounsero l’apice con il lancio di missili balistici partiti direttamente dall’Iran sulle basi americane in Iraq causando il ferimento di circa 100 soldati. É del mese di settembre la notizia che l’intelligence Usa sventó un attentato per assassinare l’ambasciatore Usa in Sudafrica da parte dei servizi segreti iraniani ed oggi la stessa intelligence Usa é in piena allerta a ridosso dell’anniversario della morte del generale Persiano. Di certo c’é una cosa Theran non permetterà mai che un colpo cosi gravemente subito rimanga senza risposta ed il lancio dei missili l’anno scorso non rappresentano altro che uno schiaffo agli Americani, così come scritto dall’attuale leader supremo Ali khamenei che ha proseguito scrivendo “la vendetta arriverá sicuramente al momento giusto” indicando chiaramente che la freccia é stata giá scoccata. Bisognerà attendere solo dove e chi colpirá.

