CRONACA / Maxi frode fiscale tra Bergamo e Brescia
di Paolo Celentano
Brescia, la guardia finanza ha smascherato una maxi frode fiscale. Il meccanismo illecito, ideato da uno studio associato di professionisti e consulenti, era incentrato su un sistema di emissione di fatture false
Con tale sistema sono state emesse fatture fittizie per ben 270 milioni di euro, creando difatti un credito altrettanto fittizio da compensare con gli oneri erariali. Tale operazione fraudolenta consentiva di abbattere l’Iva di 47 milioni, evadere l’Ires di oltre 58 milioni e di generare crediti d’imposta fittizi per 21 milioni che venivano ceduti ai clienti dietro il pagamento di un corrispettivo. L’accusa é associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio: sono queste le imputazioni nei confronti delle 26 persone arrestate. Nelle indagini della finanza sono finite 104 persone e 126 società. Le aziende – spesso società intestate a dei prestanomi – avevano sede in diverse province italiane, tra le quali Brescia, Bergamo, Milano, Monza-Brianza e Pavia. Questa rete sovranazionale per la Procura può essere definita alla stregua di un laboratorio di “ingegneria fiscale” al servizio degli evasori.

