Il punto del campionato. Il Napoli gioca a ritmi bassi

Il punto del campionato. Il Napoli gioca a ritmi bassi

Pari e patta nel superderby di Milano, ove esce il risultato assolutamente più inutile per il Milan che cercava il colpo di reni, e l’Inter che aveva l’obbligo di rimontare le due battistrada. Tira un sospiro di sollievo il Napoli che grazie alla sosta anche può concedersi meritato riposo. È già la seconda partita, dopo la trasferta di Salerno, che la banda di Spalletti gioca a ritmi bassi favorendo il gioco ostruzionistico dell’avversario.

Il Verona, ormai fatale, come fatale è il suo centravanti, il cholito Simeone, è una banda di “bastardi senza gloria” ad immagine e somiglianza del proprio allenatore, quel Tudor che da calciatore è ricordato come gran difensore vecchio stampo. Ed è proprio questo il tipo di calcio che il Verona oppone in casa della capolista: arcigno, tignoso, sporco, sparagnino, ossia ciò che legittimamente ci si attendeva.

Certo, Ayroldi ha palesato tutti i limiti derivanti dalla prima esperienza su un campo si A, ma se il Napoli avesse impresso quelle accelerazioni, quelle triangolazioni e, soprattutto, quella lucidità che lo ha condotto in vetta alla classifica, l’operato dell’arbitro non sarebbe riuscito ad incidere sul risultato. Piccola nota di colore: ci si attende di “ammirare” le tremende maglie col Diego spiaccicato sopra, nelle peggiori discoteche della provincia. Segnatevelo.

Dietro la Roma è in crisi nera. Mourinho, ormai allo sbando come a Manchester e Londra (sponda Tottenham), ha già provveduto a mettersi contro lo spogliatoio. Non solo. I regolari pianti nei confronti degli arbitri danno alibi ad una squadra con spaccature già evidenti. Bene, invece, l’altra romana, la Lazio, che nel derby del monopresidente sfascia un’arrendevole salernitana già con un piede in B.

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Alessandro Buglione

Alessandro Buglione

Made in Napoli nel febbraio dell'82. Realista disincantato con la verità sempre in tasca. Talvolta, però, è sbagliata (cit.). Avvocato.