Vietato lamentarsi
Il Napoli perde la testa della classifica e crolla al terzo posto. In una partita pirotecnica contro la miglior versione dell’Atalanta, gli azzurri estremamente rimaneggiati sfiorano l’impresa salvo cadere nel finale quando tutto sembrava ancora a portata di mano. Bene fa Spalletti a tessere l’onore dei suoi undici, ma certe analisi sembrano ormai irrinunciabili.
Come ha fatto un club, che col Dottor De Nicola era famoso per il bassissimo tasso infortuni, a ridursi in un lazzaretto ricolmo di pazienti ai box per noie muscolari? È evidente come qualcosa sia andata storta nel comparto medico oppure nella preparazione di inizio campionato.
Per far fronte ad una squadra completamente decimata dagli infortuni occorre una consapevolezza mentale e di gruppo che il Milan, che patisce la stessa sorte, dimostra di avere dalla prima di campionato. Serve prendere esempio dai rossoneri che non si sono mai sfaldati, facendo di necessità virtù, ed ora sono saldamente al comando tallonati da un’Inter in remuntada clamorosa.
Diceva Eduardo che “credere nella scaramanzia è da ignoranti, ma non crederci porta male”. Ecco, forse sarebbe stato meglio evitare di fasciarsi la testa per la lontana coppa d’Africa e concentrarsi maggiormente sui guai che sarebbero potuti toccare nel breve termine. Ciò ci sia di lezione come di lezione dovrà esserci il cammino contrastato e vincente del Milan.

