L’Italia è il primo paese d’Europa a imporre l’obbligo vaccinale agli over 50
Nello scenario caratterizzato dal dilagare della variante Omicron, ieri Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’unanimità al nuovo decreto legge Covid che introduce l’obbligo di vaccino per gli over 50, sebbene occorra attendere il testo finale che sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Da metà del prossimo mese, pare, sia necessario, per chi ha superato i 50 anni, il green pass rafforzato per accedere ai luoghi di lavoro. Si cerca di intervenire sulle classi di età più a rischio di ospedalizzazione, il tutto condito da forti perplessità e contrarietà.
In buona sostanza la recente normativa sancisce l’obbligo di green pass rafforzato (che si ottiene solo con il ciclo completo di vaccinazione o con la guarigione da Covid) per tutti i lavoratori over 50, mentre s’introduce l’obbligo vaccinale per i 50enni che non lavorano.
Secondo il premier “i provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche”, il tutto con l’obiettivo di rallentare e bloccare il crescere della curva dei contagi. Per chi sarà sprovvisto di vaccino, si parla genericamente di una sanzione di euro 100 ma bisogna ancora capire concretamente come saranno svolti i controlli.
Il governo ha altresì deciso di estendere la necessità di Green Pass “base” per accedere ai servizi alla persona come i parrucchieri, per gli uffici pubblici, le poste e le banche, e per le attività commerciali, tranne quelle «necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona».
Va anche evidenziato che molti sostengono che quest’obbligo sia spudoratamente incostituzionale e che chi ci governa lo faccia in maniera dittatoriale. Sarebbe necessaria una revisione del consenso informato, si sostiene. Sicuramente, a prescindere da ogni considerazione, un sistema sanitario non sottoposto a troppe pressioni, sarà maggiormente in grado di curare le patologie a beneficio della popolazione tutta e la vaccinazione resta comunque un atto di responsabilità personale e rispetto verso gli altri.

