Il paese di Bengodi!

Il paese di Bengodi!

Bengodi, naturalmente, è una località immaginaria della fantasia popolare, dove regnano l’allegria e l’abbondanza, in cui nessuno ha problemi o preoccupazioni economiche, e tutti possono mangiare e bere a volontà. Il nome stesso, composto dai termini “bene” e “godi”, rende di per sé l’idea.

La descrizione di questo luogo viene fatta da Maso del Saggio che, con Bruno e Buffalmacco, inventano una burla ai danni del credulone Calandrino. Questi, attratto da quanto gli viene narrato riguardo al meraviglioso paese di Bengodi, dove si trova in abbondanza l’elitropia, pietra che rende invisibili, si mette alla sua ricerca.

Tutti quei meridionali che hanno creduto alla favoletta di GARIBARDO cosa hanno sperato? Per che cosa si sono illusi? Certo potenti e ricchi nulla hanno perso e molto hanno guadagnato costringendo il povero ho a sottomettersi oppure andare “EMIGRATO” errante per il Mondo a cercar fortuna.

Perché ricordare l’anniversario dell’Unità d’Italia? L’Italia esiste da millenni; se prendiamo un atlante storico e andiamo a vedere l’Italia di Augusto, di duemila anni fa, beh l’Italia è già lì bella disegnata con i suoi confini naturali, le Alpi corona e confine naturale del NORD, dal golfo ligure al golfo di Trieste, e la penisola che si allunga tra il Mediterraneo e lo Jonio a SUD con le grandi isole di Sicilia, Sardegna e Corsica che le fanno da cornice. La storia “del bel paese là dove ‘l sì sona”, come scrive Dante nel trecento (sette secoli fa) non inizia certo nel 1861. Anzi, le maggiori glorie italiane per le quali l’Italia è conosciuta e apprezzata nel mondo assurgono millenni prima e furono i Greci a forgiare il nome “ITALI” che era della “CALABRIA”. Ulteriore furto prima dei Romani e successivamente dei Savoia.

“Viva l’Italia”, canta De Gregori in una famosa canzone: l’Italia liberata, l’Italia tutta intera, l’Italia che non muore ma anche l’Italia presa a tradimento, l’Italia derubata e colpita al cuore. Essere Italiani nonostante tutto, oggi come allora… ma siamo davvero gli stessi Italiani di ieri?

La nostra è l’Italia di sempre? La risposta spontanea è no, quella di oggi non è l’Italia dei nostri nonni né quella dei nostri genitori, ma un paese malato privo di valori che sono seppelliti dal chiacchiericcio di politicanti di ogni sorta. Questo è, però il risultato di anni di storia: la celebre e la codarda Italia sono due facce dello stesso paese e della stessa gente che ha fatto e continua a fare la sua storia. Ma le ideologie e i pregiudizi degli Italiani sono cambiati in questi cento e più anni, o continuano a essere quelli di sempre? C’è da dire che il governo italiano fin dalla nascita non ebbe vita facile, si trovò a combattere ignoranza, povertà e un divario volutamente costruito tra Settentrione e Meridione che originò la “QUESTIONE MERIDIONALE”. Volendo rappresentare con un’immagine  l’Italia nel momento della sua unità penserei alle teste dei briganti appese ai pali, a delimitazione tra Nord e Sud, quando l’unità nazionale era ancora inesistente e sempre a quelle teste vergognosamente, ancora oggi, esposte nel museo dell’OMBROSO A TORINO. Vogliamo credere che oggi qualcosa sia cambiato, senza lasciare che l’ipocrisia “ci mangi vivi” perché capiamo quanto i pregiudizi siano ancora insiti nella nostra società. Dopo la nascita della Repubblica iniziava quello che fu definito “miracolo economico”. Il’ 68 fu un anno che vide questo paese trasformarsi radicalmente sul piano sociale, sia per il boom economico sia per il sorgere di movimenti comunisti e neo fascisti di giovani e operai che modificarono il modo di vivere e le istituzioni scolastiche. La cancellazione del “REGNO DELLE DUE SICILIE” e il secondo dopoguerra segnarono il periodo delle grandi migrazioni sia verso il Nord sia verso altri paesi, dove però i nostri connazionali non vennero accolti nel migliore dei modi, basti pensare che in una vignetta anti-italiana di un giornale australiano lo scambio di battute era “Perché ai funerali italiani portano la salma solo in due? ” “Perché i bidoni dell’immondizia hanno solo due maniglie”. Ma oggi quanta memoria è rimasta di questo? Il secondo dopoguerra è anche il tempo degli anni di piombo: la strage della Stazione a Bologna, la strage di Piazza Fontana, solo due di oltre 140 attentati in sette anni. Nel ’92 ricordiamo lo scandalo Tangentopoli che mise in crisi i tradizionali partiti di governo, ma anche lo sbarco del primo italiano sulla luna. Purtroppo quest’ultima nota positiva viene cancellata da un dato sconcertante: Cosa Nostra, la Ndrangheta e la Camorra sono le più grandi organizzazioni criminali in Italia, la prima matrice delle stragi in cui persero la vita i giudici FALCONE e BORSELLINO e l’omicidio del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro. E non voglio dimenticare i servitori   di una stato caduti per la sua IGNAVIA. Insomma un’Italia da dimenticare anche se sembra che qualcuno l’abbia fatto davvero, a danno di noi meridionali, continuando a commettere sempre i medesimi errori e orrori.

Questo paese continua a resistere, la Resistenza, anche se in un’accezione diversa del termine, continua e si fa più dura perché spesso l’Italia più che ad un giardino somiglia ad una prigione. Una terra disarmata ma che sogna il riscatto come una sorta di redenzione dal passato. Non si può raccontare l’Italia oggi come ieri perché ormai sembrano essere diventate due opposti, ma opposti concordi in quanto senza l’una non potrebbe esistere la realtà dell’altra. La storia continuiamo ad essere noi anche se oggi questo, a differenza di ieri, “è più un peso che un privilegio”.

Piero Angela definì l’unità e la Repubblica due mele bacate, belle esteriormente ma malate dentro.

E sarà proprio perché questa italia é nata male ed é stata sviluppata peggio. Nata sulle ceneri di un Regno bellissimo e pacifico e costruita sulla famosa frase di BROMBINI:

“NON DOVRANNO ESSERE PIU’ IN GRADO DI INTRAPRENDERE”

E si questo é stato il motto e la linea guida dei SAVOIA PRIMA, DEL FASCISMO E DELLA REPUBBLICA ANCORA OGGI. E voi MERIDIONALI avete da sempre permesso tutto questo perché? Semplice: Avete seppellito l’animo dei VESPRI e dei LAZZARI e vi siete cullati alla ricerca del PAESE DI BENGODI.

Oggi più che mai non si può fare altro che rinnovare l’appello a tutti quelli “LIBERI E FORTI” che vogliano impegnarsi per salvare incominciando dalla CALABRIA quello che ancora c’é da salvare. Perché con il nuovo governo a guida DRAGHI per noi MERIDIONALI le cose peggioreranno ancora. Continueremo a pagare le stesse TASSE e avremo sempre di meno INQUITA’ PIU’ GRANDE NON PUO’ ESISTERE IN QUESTO PAESE DI BENGODI.

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.