Stop Animal Crimes Italia: «Aprite le porte serrate dei canili come “La Sfinge”» (video)

Stop Animal Crimes Italia: «Aprite le porte serrate dei canili come “La Sfinge”» (video)

E’ il momento di contrastare il randagismo con ogni mezzo

(cs) Volontari del Movimento si sono recati al canile “La Sfinge” di Brusciano (NA), nonostante nell’orario di apertura non sono riusciti ad entrare per contribuire all’adozione e contattata la struttura al recapito mobile del canile per chiedere la posizione per visitarla, la risposta è stata quella di visitare il sito internet e la promessa di inviare la posizione, mai giunta!

Questo accade nella maggior parte dei canili del centro sud Italia ed è ora di dire basta. Il Movimento ha chiesto un incontro con la direzione per consentire alle Associazioni e volontari di entrare liberamente per far adottare i cani e vigilare sul loro benessere e ha comunicato ai Sindaci convenzionati l’accaduto chiedendo un incontro urgente; dall’esito dei confronti valuterà la strada giudiziaria. E’ il momento di raccontare quale sia realmente la situazione del randagismo in Italia.

Il Movimento di denuncia Stop Animal Crimes Italia da anni perlustra e batte il territorio del sud Italia, incontrando Sindaci, Associazioni e volontari, studiando a fondo il fenomeno da quasi due anni e raggiungendo le conclusioni di seguito esposte. Oggi l’animalismo in Italia è di tipo emergenziale ossia occupato dietro le conseguenze del problema e non del problema, estraneo alla denuncia e nell’affrontare i fenomeni a danno degli animali alla loro radice.

Un animalismo, tutto, che in tema di randagismo ha creato un sistema parallelo a quello istituzionale di gestione dei randagi e che consiste nel prelevare i randagi dal territorio senza segnalarlo alle Autorità e condurlo in canile, microchipparlo e mettendolo in strutture abusive; un 1 sistema che tutto è fuorché lotta al randagismo ma che anzi lo alimenta, perché:

1) le Associazioni e volontari, eccetto rari casi, non entrano nei canili;

2) le Associazioni e i volontari non hanno alcun interesse a rivolgersi ai Sindaci promuovendo collaborazioni di seria lotta al randagismo, legittimando i Sindaci stessi a continuare ad elargire milioni di euro pubblici a canili come una perenne tassa annuale;

3) i cani e gatti randagi vengono microchippati a nome di privati che spesso, con la complicità di veterinari privati, risultano così intestatari di decine di animali;

4) i randagi vengono messi in stalli a pagamento che sono vere e proprie pensioni abusive prive di qualsivoglia vigilanza sanitaria.

Il tutto finanziato da milioni di euro spediti a postepay private intestate dunque a chi raccoglie il cane, alle sue “cure”, alle staffette e agli stalli, e provenienti da privati soprattutto del nord Italia note come “mamme a distanza”; movimentazioni di denaro che senza alcun tipo di controllo circa il reale utilizzo mantengono in piedi strutture abusive a migliaia e producono lucro a molti sedicenti volontari.

Colpire il denaro, le strutture abusive, la conseguente interessata nascita quotidiana di Associazioni personalizzate e ognuna litigiosa con l’altra per la spartizione del territorio e gestione dei randagi, istruire chi in buona fede ossia chi non lucra in tutto questo sulla direzione da seguire, sono la sola ricetta per spingere volontari e Associazioni a proporre collaborazioni ai Sindaci contro il randagismo, entrare nei canili per fare adottare i cani, vigilare sul buon andamento dei sanitari, ecc…; ristabilire cioè l’osservanza della legge in materia, dove alla Pubblica Amministrazione spetta la efficace gestione della lotta al randagismo e alle Associazioni l’adozione degli animali nei canili e nei rifugi senza sostituirsi agli Organi preposti.

Bloccare la proliferazione del randagismo al sud, il trasferimento dello stesso al nord e verso all’estero, denunciare le strutture illegali prive delle prescritte licenze sanitarie-edilizie-fiscali (stalli), l’utilizzo fuori controllo dell’uso delle postepay (il tutto nell’indifferenza dei Sindaci che se da un lato continuano a regalare soldi ai canili privati dall’altro beneficiano di questo sistema animalista “fai da te” che si sostituiscono di fatto allo Stato – accalappio, canile sanitario e rifugio), la gestione individualista e illecita dei randagi insomma, sono la nostra soluzione al randagismo che può e deve invertire la trentennale crescita di un fenomeno sociale/criminale/politico/ambientale/culturale/sanitario che, paradossalmente, cresce costantemente con il crescere del numero di Associazioni-imprese.

I mali sono dunque 2: la Pubblica Amministrazione latitante in tema di seria e concreta lotta al randagismo e l’animalismo che anzichè lottare per pretendere il contrario è diventato esclusivamente un pronto soccorso veterinario! Il nostro interessamento al “La Sfinge” è finalizzato non solo a rendere rispettosa e trasparente la gestione degli animali ossia a consentire il libero ingresso alle Associazioni e volontari napoletani e tutti, affinchè non vi siano più sequestri che poi non cambiano quasi mai nulla per le condizioni di vita dei tanti cani ospitati.

Stop Animal Crimes Italia 3665363544

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società