Il caso. Bocciato il ragazzo del Buchner. Quella scuola va chiusa

Il caso. Bocciato il ragazzo del Buchner. Quella scuola va chiusa

Il ragazzo che qualche giorno fa scrisse su una chat privata il suo dissenso al murales di Jorit sulla facciata del suo liceo, è stato bocciato per cattiva condotta.

Nonostante abbia chiesto scusa, nonostante abbia dato le dimissioni da rappresentare d’istituto, la scuola che dovrebbe essere la culla della cultura e della formazione di futuri professionisti, ha deciso di bocciarlo.

Bravi, veramente bravi. Una scuola che ha sentenziato con una condanna inquisitoria questo giovane che ha fatto una cazzata. Quanti di noi hanno fatto cazzate più di queste alla sua età? Quasi tutti!

Oggi resta la sconfitta, non di un ragazzo, ma di una intera scuola -e possiamo aggiungere anche della società isolana – che non ha capito nulla di quanto sia accaduto. Molti hanno preferito giudicare un atto bollandolo come “fascista” e mettendo alla gogna un giovane di 17 anni.

Sono state scritte fiumi di parole, sono scesi in campo i comunisti perbenisti urlando allo scandalo, quasi come se volessero metterlo al rogo.

Anche noi scrivemmo su questa vicenda, riportammo la notizia dopo che un giornale locale lo aveva già condannato a morte.

Oggi siamo tutti colpevoli, ha perso la scuola, hanno perso i suoi compagni, hanno perso le istituzioni, abbiamo perso tutti. Il ragazzo per colpa nostra, si porterà a vita il marchio di chi ha fatto una bravata.

La domanda la rivolgiamo agli inquisitori: se il ragazzo fosse stato dei centri sociali, lo avreste condannato alla stessa maniera? Se fosse stati voi gli imputati del “fantastico” tribunale mediatico, che cosa avreste fatto?

C’è da vergognarsi del comportamento pseudo reazionario di molti, dei  professori e degli educatori. Sarete voi a portare sulla coscienza la sorte di M.

Se la scuola ha perso il proprio ruolo, se anche in un istituto scolastico prende forma e si insegna la “vendetta” tanto vale chiuderla.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società