Ricorso di incostituzionalità

Ricorso di incostituzionalità

Partendo dall’assunto che la Nazione italiana appartiene al popolo, evidenzio alcuni tratti di incostituzionalità nella stessa costituzione.

1 – Se la sovranità appartiene al popolo (Art. 1 comma 2)

perché il popolo la deve esercitare secondo i “LIMITI” stabiliti dalla stessa Costituzione e non liberamente come sarebbe suo diritto?

2 – La Repubblica rappresentativa:

– La rappresentanza dei cittadini non esiste in quanto il cittadino attraverso il voto non delega il suo potere derivante dalla sovranità;

– La rappresentanza o delega che dir si voglia comporta che il delegato deve parlare nel nome di chi lo ha delegato alla tutela delle istanze e dei bisogni dei territori in cui il delegato é stato eletto e deve avere un “vincolo di mandato” verso chi lo ha delegato;

– Non é stato previsto nella carta costituzionale un sistema di controllo, da parte dei cittadini, delle deleghe date che pertanto risultano “in bianco” e delle quali il delegato ha sempre abusato per interessi personali, di partito ed altre questioni vergognose;

3 – Democrazia diretta:

– Gli strumenti di democrazia diretta riservati al popolo sono i “Referendum, le Petizioni e l’Iniziativa legislativa” tutti strumenti di difficile attuazione che prescindono da raccolta di firme “eccessive”, dichiarazione di costituzionalità e, infine, superati tutti gli scogli il “QUORUM” che snatura di fatto la sovranità del popolo sovrano.

Questi sono i limiti di incostituzionalità della nostra stessa Costituzione.

Come correggerli?

La Repubblica può restare rappresentativa ma si deve dare un senso a questa rappresentanza che deve essere espressa dalla maggioranza dei cittadini e non da una minoranza. Qui é giusto inserire il “Quorum” e prendere atto che anche il dissenso e/o il non voto é un’espressione di partecipazione nella non accettazione di questo o quel partito o  candidati.

Per questo motivo, come spesso accade oggi, se in qualunque tipo di elezione non si raggiunge il “QUORUM” queste devono essere considerate nulle per non accettazione delle candidature da parte del “POPOLO SOVRANO” ed i partecipanti a quella tornata elettorale esclusi dalla successiva perché non graditi al popolo!.

Si procederà con le “PRIMARIE APERTE” nelle varie circoscrizioni all’individuazione di candidature, anche singole e non partitiche, per andare ad una nuova tornata elettorale. Partecipazione dei cittadini alla vita politica e amministrative a tutti i livelli istituzionale attraverso due soli strumenti:

 – Referendum deliberativi senza quorum e raccolta di firme;

 – Referendum propositivo deliberativo a sovranità popolare senza quorum e senza raccolta di firme.

Per attivare questi strumenti i cittadini si devono organizzare in “comitati referendari” con la facoltà di intraprendere queste azioni di democrazia diretta. Quello che é successo ieri é la conferma che il sistema non funziona, la Costituzione non funziona non garantisce la partecipazione dei cittadini ed il loro coinvolgimento sia a livello politico e sia a livello amministrativo.

Ma chi sono questi marziani che non vanno a votare? Sono cittadini sovrani che scelgono il non voto, ieri per i referendum più dell’80%, mentre per le amministrative la media nazionale é del 47% circa. A qualcuno interessa sapere perché succede questo? I partiti si affidano alle statistiche di esperti che prevedono delle percentuali di gradimento ma su cosa?

Se in media il 60% non va a votare ed un partito ha un gradimento del 24% questo é sul totale degli elettori oppure sul 40% restante che si prevede vada a votare? Perché le cose sarebbero sostanzialmente diverse. Se diamo un senso costituzionale a quelli che non votano; Allora tutte le amministrazioni ed il parlamento dovrebbero fare le valigie “partiti e candidati” ed andare via perché non graditi al “popolo sovrano”.

Non sarebbe arrivato il momento di modificare le regole? Non sarebbe il momento di andare a modificare la carta costituzionale e dare al popolo il potere che gli spetta di diritto per la sua appartenenza e come diritto fondamentale dell’umanità? Non sarebbe il caso di incominciare a togliere dalla Costituzione quei “limiti” sull’esercizio della sovranità popolare? Non sarebbe il caso di dare al popolo sovrano il potere di verifica e controllo del fare politico e amministrativo su tutto ciò che discende dalla sua Nazione?

www.listacivicapopolare.org

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.