Tre generazioni di napoletani lo hanno conosciuto. È scomparso «’O PPA’ ‘O PPA’ ‘AMME’»
Napoli piange un personaggio che è stato per decenni un punto di riferimento, il mitico ‘O PPA’ ‘O PPA’, Umberto Consiglio. Chiedeva l’elemosina, lo si poteva trovare in qualsiasi luogo della città e nelle ore più disparate.
Chiedeva l’elemosina e cambio dava delle benedizioni e più grande era l’offerta, più grande era la benedizione. Spesso lo si incontrava fuori all’Università Federico II, in cuor suo aveva capito che i ragazzi che dovevano dare un esame avevano bisogno di una “raccomandazione” speciale e ne approfittava per guadagnare di più.
Abbiamo chiesto a Carlo, studente universitario di qualche anno fa, oggi un bravo medico.
Carlo, ti ricordi di ‘O PPA’ ‘O PPA’?
Certamente, era un signore che chiedeva l’elemosina, le prime volte mi fece impressione perché ripeteva sempre ‘O PPA’ ‘O PPA’ e non ne capivo il significato. Un giorno vidi un professore che gli elargiva dei soldi e lui gli faceva una sorta di benedizione, allora chiesi al professore su chi fosse quel personaggio. Vedi Carlo, la vita è strana, la gente crede che con una benedizione fatta da lui, tutta la giornata si svolge in maniera tranquilla. Lui è un pover’uomo, non da né leggere e né scrivere, non è ricco di soldi ma e enormemente ricco di persone che gli vogliono bene.
Allora cosa facesti?
Vedi Marcello, noi napoletani siamo un poco superstiziosi, della serie “Non è vero ma ci credo”. Un giorno dovevo dare un esame importante di anatomia, ero agitatissimo, mi sudavano le mani e per l’emozione non dissi una parola e chiesi all’assistente se potevo essere interrogato più tardi, mi disse di si con un sorriso. Uscii dall’Università incredibilmente amareggiato per aver fallito, mi sedetti sulle scale quando si avvicinò ‘O PPA’ ‘O PPA’, mi guardò in faccia e cominciò a ripetere più volte quella frase ‘O PPA’ ‘O PPA’ ‘O PPA’ ‘O PPA’. Gli detti 5€ e lui felicissimo mi fece cenno di andare dentro.
Quindi che successe?
Rientrai dentro, andai in aula e il mio umore sembrò calmo le mani non sudavano più. Quando fu possibile chiesi all’assistente se potevo dare l’esame e lo detti. Fu un fiume in piena, feci l’esame e mi mise 27. Ero incredibilmente contento.
Carlo quindi pensi che fu la benedizione di ‘O PPA’ ‘O PPA’ a farti superare l’esame?
Certamente no. Lui mi fece capire con gli occhi che non bisogna mai arrendersi al primo ostacolo, lui era contento pur non avendo nulla e, se non volevo diventare come lui, dovevo darmi la forza da solo per dare l’esame. Confesso che ogni volta che mi recavo a fare i corsi di studio lo andavo a cercare per dargli qualche spicciolo. Ora che è morto mi resta solo un bel ricordo, che Dio lo abbia in Gloria.
Umberto Consiglio (‘O PPA’ ‘O PPA’ ‘AMME’) nella sua povertà ha saputo nella vita essere di sostegno, non solo alla famiglia, ma a tre generazioni di napoletani. Ora gli spetta di diritto il riconoscimento di personaggio mitologico napoletano dei tempi moderni.
A dare la triste notizia la notizia sono stati i familiari.
Foto Ferdinando Kaiser

