Paolo Mosè il re della cronaca giudiziaria non è più. Tanti i messaggi di stima

Paolo Mosè il re della cronaca giudiziaria non è più. Tanti i messaggi di stima

Le parole non servono se non sono dette con il cuore, l’isola d’Ischia è affranta per l’improvvisa scomparsa del giornalista e collega Paolo Mosè. Si è spento questa mattina dopo un infarto fulminante, aveva 66 anni.

Chi lo ha conosciuto come me, capisce esattamente cosa si prova a perdere un amico e un buon maestro nel comporre articoli difficili come quelle della giudiziaria. Un uomo per bene e sempre con un sorriso sul viso, nella sua lunga carriera non sono mancate le minacce e le intimidazioni, ma lui è sempre andato avanti per diffondere l’esito della giustizia terrena.

Sui social si possono leggere tanti messaggi di cordoglio e ricordi di un uomo con la “U” maiuscola che molto presto l’isola rimpiangerà. Questi i commenti più rilevanti e sinceri:

Riccardo Sepe Visconti:

“Sono molto colpito dalla morte del collega Paolo Mosè. Per quanto mi riguarda negli ultimi 30 anni ho appreso la cronaca dell’Isola d’Ischia dai suoi racconti: sempre sul pezzo, informato di tutto, cronista vecchio stile (il migliore!);  di quelli che si recano sul posto dell’accaduto e raccolgono le notizie trascrivendole sul taccuino, ma soprattutto osservandole in prima persona. Paolo è stato un eccellente giornalista ed ha contribuito (molto) negli anni a rendere gli isolani (e, certo, non solo loro) consapevoli di quanto avvenisse intorno alle vite di ciascuno. Paolo Mosè, con il suo impegno e la sua penna ha contribuito in modo determinante  a mantenere viva la coscienza sociale di un’intera popolazione”.

Quelli della spiaggia di San Pietro:

“Tutto il gruppo della spiaggia di San Pietro stringe forte e partecipa al dolore assurdo e improvviso che ha colpito la famiglia di Paolo Mosè, nostro amico da anni. Lui abitava all’inizio di Via Roma in quel portone che tutti conosciamo come “U Surragliev”. Paolo era nato a Napoli ma suo nonno Don Antonio Mormile sempre di origine napoletane viveva qui a Ischia. Lasciamo ai giornalisti di parlare del suo lavoro fatto talmente bene da averlo portato ad emergere nel suo campo. Noi vogliamo ricordarlo con la moglie e i figli sulla nostra spiaggia quelle volte che poteva lasciare il lavoro ed erano rare volte. Un uomo intelligente serio e semplice di cuore. Caro Paolo sei andato via in un attimo e questo rende tutti frastornati come se non fosse vero. Un fulmine a ciel sereno che ci fa stare tristi. Coraggio a voi che lo avete amato noi vi pensiamo e condividiamo il vostro dolore. Sandra Malatesta Salvatore Manzi Maria Teresa Barile e tutto il gruppo della spiaggia di San Pietro”.

Salvi Monti:

“Quando negli anni novanta scrivevo per il Golfo mi chiedevano, spesso, a cosa servisse un quotidiano ad Ischia.

Serviva e serve a raccontare il posto in cui viviamo, con gli occhi bene aperti e senza illudersi che questa sia l’isola che non c’è.

Come ha fatto per quarant’anni Paolo Mosè”.

Gaetano Colella:

“Mi addolora fortemente la notizia della scomparsa di Paolo Mosè. Paolo è stato un protagonista dell’informazione e della comunicazione isolana. Il giornalismo locale e non solo locale, perde un riferimento di grande spessore. La cultura ischitana perde un protagonista assoluto. Conservo il ricordo, con tanta nostalgia, rispetto e immutabile stima, della Sua idea di fare un giornalismo sul nostro scoglio, brioso, pungente e libero, con battaglie politiche, culturali e sociali coraggiose e determinate. Mi mancheranno quelle lunghe, dense conversazioni avute con Lui nel corso degli anni della mia esperienza politica, su questioni interessantissime legate a problemi importanti della nostra Comunità. Ai suoi familiari va il mio personale cordoglio”.

Giuseppe Mazzella:

“Ciao Paolo. Partecipo con incredulità e forte dolore alla morte improvvisa di Paolo Mosè al quale mi legava l’esperienza giovanile e pionieristica della nascita e dell’affermazione della stampa locale oltre 40 anni fa con “Lo sport isolano – Il settimanale d’Ischia” prima ed “Il Golfo” dopo insieme a Domenico Di Meglio. Insieme lavorammo anche con pino buono con il notiziario quotidiano “Telesera” per il canale libero di “TVischia” ed insieme negli anni ’80 vivremmo il tentativo dell’associazione della stampa delle isole di Ischia e Procida per affermare e difendere la nascente categoria dei lavoratori dell’informazione. Paolo si specializzò in cronaca giudiziaria, settore di enorme importanza, diventando uno dei più attenti cronisti giudiziari della stampa regionale e locale dando col suo lavoro un contributo essenziale alla affermazione della stampa locale. Ci mancherà per la sua professionalità e la sua umanità e resterà indelebile nei nostri cuori”.

Gigi Di Fiore giornalista de Il Mattino:

ADDIO A PAOLO MOSE’, UNO DEI PIU’ NOTI GIORNALISTI ISCHITANI

“Nella mia quarantennale vita professionale, ho conosciuto e frequentato tantissimi colleghi di tutta l’Italia. Molti, purtroppo, negli anni se ne sono andati, dopo aver segnato pezzi diversi della mia vita e del mio lavoro. A Ischia, Paolo Mosé era un punto di riferimento, un amico, un giornalista informato su tutto e conoscitore di tutti sull’isola. Lo sentivo spesso e l’ultima telefonata me la fece non più tardi della settimana scorsa. Che si dice, come va, il giornale, Ischia, i ricordi di mie vacanze del passato sull’isola, il tribunale, i magistrati, gli avvocati. Telefonate rilassanti, che facevano il punto anche sullo stato della professione sempre più in crisi che lui, da cronista giudiziario, ha onorato prima al Golfo, poi al Dispari dove era vice direttore con collaborazioni anche al Roma. A 67 anni il suo cuore non ha retto all’improvviso malefico attacco e il comune amico, altro giornalista che a Ischia è riferimento, Ciro Cenatiempo, lo ha ricordato sul Mattino online con rispetto e amicizia. In Tribunale a Napoli è stato osservato un minuto di silenzio nell’udienza in cui era impegnato l’avvocato ischitano Antonio De Girolamo. Un gesto dovuto. Ciao, Paolo”.

Peppe D’Ambra:

“Vuoto incolmabile nel mondo del giornalismo”

“La scomparsa di Paolo Mosè – scrive Peppe D’Ambra – ci lascia di fronte a un vuoto incolmabile nel mondo del giornalismo e della cronaca giudiziaria. Partecipo con grande commozione al dolore della famiglia e sono sicuro che la redazione de “Il Dispari” di cui era il punto di riferimento oltre il ruolo di vicedirettore, saprà rinnovare e sostenere con forza l’impegno di portare avanti con grande determinazione l’opera da lui avviata nel campo del giornalismo. Paolo era la penna della giustizia. Un giornalismo che ha saputo varcare i confini locali. Se ne va un amico caro, un professionista appassionato, un giornalista di lungo corso col quale nei primi anni del mio e del nostro impegno giornalistico ho collaborato più volte e ho avuto modo di conoscere e di apprezzare”.

Fabio Postiglione:

“Ogni mattina eri in Tribunale a Napoli.  Aliscafo da Ischia alle 7.45. “Ragazzo, la prima cosa è guardare il tabellone. Segnati le aule dove ci sono i gup che possono uscire sentenze. Poi le cinque Corti d’Assise, lì occhio ai pentiti. Dopo passa alle quattro sezioni del Tribunale: sesta e settima sono per reati d’associazione. Dopo passa al Riesame. Ricordati di fermarti alla Camera Penale: lì escono le vere notizie. Alla fine ti fai il giro in Procura, ma per le 14”. Voglio ricordarti così. Quando mi hai preso per mano e poi mi hai guardato crescere. E quando sono cresciuto, tu timido, mi chiedevi di passarti le ordinanze. Tu a me. E mi spezzava il cuore la tua umiltà. Non te l’ho mai detto. Addio Paolo. Che cazzo di scherzo ci hai fatto”.

Ciro Cenatiempo, su Il Mattino:

“Si è spento in seguito a un malore improvviso nel corso della notte, nella propria abitazione di Barano d’Ischia, Paolo Mosè, giornalista di cronaca giudiziaria molto noto nell’isola d’Ischia. Era il vicedirettore del quotidiano Il Dispari. Sempre in prima fila nella lunga battaglia per la difesa della piena operatività della sede isolana del tribunale di Napoli, Paolo Mosè nel corso della sua lunga carriera cominciata collaborando con diverse testate napoletane, si era affermato con Il Golfo, lo storico giornale diretto da Domenico Di Meglio che ha segnato un’epoca pionieristica nell’informazione. Fin dalla fondazione, avvenuta nel 2014, ha poi lavorato con «Il Dispari quotidiano delle isole di Ischia e Procida», diretto da Gaetano Di Meglio”.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società