Fibromialgia. Il racconto di Elvira, “La mia vita è un calvario”

Fibromialgia. Il racconto di Elvira, “La mia vita è un calvario”

(quarta puntata)

Salve a tutti, mi chiamo Elvira e ho 65 anni, da dieci è iniziato il mio calvario, mi sono ritrovata con una serie di sintomi inspiegabili e ve li racconto. La mattina mi svegliai con caviglie e polsi gonfi e il dolore era allucinante, mi preoccupai al punto di sottopormi ad una serie di analisi e radiografie.

Decisi di fami visitare da un ortopedico il quale mi diagnosticò che forse si trattava di una fascite, forse. Dopo qualche mese iniziò un altro sintomo, un prurito e bruciore alle braccia.

Mi grattavo continuamente sulle braccia, il prurito non passava mai e senza preavviso sentivo un forte bruciore come se fosse caduto dell’ olio bollente sopra. Nel giro di pochi giorni le braccia divennero un’unica piaga e il prurito continuava a tediarmi.

Così decisi di andare da un allergologo, altre analisi, test antiallergici, mi tolse dalla mia alimentazione quasi tutto. Successivamente mi tolse creme e detersivi e per più di un anno mi fece prendere il cortisone che mi fece ingrassare di venti chili.

Il prurito si spostò verso gli occhi, dovevo continuamente strofinarli per avere un poco di sollievo e da qui che cominciai ad accusare vuoti di memoria e perdita di concentrazione.

Non potevo guidare più, non riuscivo a fare le manovre, più di una volta rischiai di fare un incidente e la cosa più mi spaventava erano i vuoti di memoria

Sei anni fa in estate ebbi un’influenza (cosa che non mi capita da almeno trenta anni) ma fu diversa: dolori muscolari fortissimi e affanno, mi portarono in ospedale con il battito a trenta, fui sottoposta a tre giorni di terapia intensiva. Niente, non c’era niente.

La cosa più frustrante era che i medici parlavano sempre di disturbo psicosomatico cosa che mi fece cadere in depressione, sapevo di avere qualcosa di fisico e non essere creduta.

Intanto i dolori continuavano ad aumentare, ero sempre stanca, non riuscivo più a fare niente in casa e nemmeno una passeggiata, purtroppo dipendo dagli altri e mi chiudo sempre di più.

Mi cadevano le cose dalle mani, interpellai un reumatologo che mi diagnosticò la Fibromialgia al quarto stadio con la sindrome di stanchezza cronica. Quello fu il momento che aspettavo da tanto tempo, sapere che non ero impazzita e scoppiai in un pianto liberatorio.

Mi sento morire dentro, evito di farmi vedere dai miei nipoti, la mia famiglia è di supporto ma sono abbandonata dal Sistema Sanitario Nazionale, ho pagato fino all’ultimo centesimo tutte le analisi e le visite.

Noi malati di fibromialgia non abbiamo né diritti, né esenzioni e per lo Stato centrale non esistiamo.

Mi chiamo Elvira sono di Ischia, ho 65 anni e non sono invisibile.

1.312 Visualizzazioni
Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società