Pithecusa e il mondo egizio

SCARABEI EGIZIANI NELL’ISOLA D’ISCHIA

La più autorevole testimonianza delle relazioni commerciali con l’Egitto, ci viene dalla necropoli di San Montano. In tombe pithecusane, si trovano ancora scarabei egiziani, quasi tutti provenienti dalla regione del Delta. Essi recano in massima parte invocazioni al Dio Amūn. Lo scarabeo, che nella mentalità egiziana simboleggiava la vita nascente sia nel tempo che nel mondo ultraterreno, era un oggettino spesso di forma circolare, ricavato dalla pietra o da una pasta smaltata ed usato come sigillo oppure come amuleto; godette un periodo di eccezionale diffusione, non solo nel paese d’origine, ma su tutte le coste mediterranee. Per quanto estranee all’Egitto, scarabei e scarabeodi furono, infatti, trovati sulle sponde del Mar Nero, in Persia, a Cipro, Rodi, Creta, nei centri più importanti della Grecia antica, in Etruria, a Cuma, Siracusa, Malta, Cartagine, e fin nelle isole Baleari. Gli scarabei egiziani, provenienti dalla necropoli di Pithecusa, sono stati trovati sul petto dei defunti, per la quasi totalità in tombe di bambini, tutti perforati in senso longitudinale, molto incastonati in un anello ovale d’argento, di forma schiettamente egizia, per renderlo più facilmente attendibile ad una collana. Molti portano il trigramma di Amūn, il nome del dio tebano, confermandosi così un tentativo di propaganda religiosa, perché verso la fine del Nuovo Regno, si ebbe anche una specie di colonizzazione religiosa del Delta da parte del clero di Amún. Un solo anello offre un preciso termine cronologico poiché reca inciso il prenome pertinente al Faraone Bocchoris, Sovrano della XXIV dinastia. La tomba in cui fu trovato, apparteneva ad un bambino di tre anni; era ricca di vasellame caratteristico importato da ben cinque diversi centri di produzione.
Op. Cit. Giorgio Buchner, foto Giorgio Buchner.
Don Pietro Monti, Ischia preistorica, greca, romana, paleocristiana, pp.52 e seguenti.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.