Ping pong. Il rimbalzo delle responsabilità, oltre la tragedia ecco la beffa delle attività a Casamicciola (video)
Dal 26 novembre Casamicciola sta vivendo una delle più brutte pagine della sua storia da quel fatidico 1883. Una cittadina ferita nel profondo non solo per le gravi perdite umane ma anche da una disorganizzazione e rimbalzi sulle responsabilità. Le attività della zona sono state costrette a chiudere definitivamente per la mancanza di aiuti. C’è chi invece si è trasferito in un luogo più sicuro per cercare di salvare il salvabile. Tra queste attività, “L’angolo Romantico”, la nota profumeria di Piazza Bagni, è quella che ha subito più danni di tutti. Il 90% della sua mercanzia, tra cui quella natalizia, è stata spazzata via dal fango killer.
Ho intervistato Tina la titolare della profumeria anche a nome degli altri commercianti.
Tina è la seconda volta che viene travolta dal fango che ha distrutto la tua attività
“Vi ringrazio, innanzitutto per dare voce a chi non ce l’ha. Si, la mia attività e le altre di piazza Bagni sono state colpita due volte dal fango. Prima nel 2009 con grandi sacrifici siamo riusciti a metterci in carreggiata, con quella del 26 abbiamo per ora dovuto gettare la spugna. Per quanto mi riguarda ho perso praticamente quasi tutto, anche quello che avevo ordinato per le festività natalizie.”
Cosa pensi di fare adesso?
“Mi sono spostata a Perrone per cercare di vendere ciò che il fango non ha distrutto ma sono avvilita, nessuno dei piani alti è venuto da me a chiedere o dare qualcosa, vedo tanta disorganizzazione.”
Tina ha, come giusto che sia, difficoltà a trovare le parole per il disgusto che sta provando. Le Istituzioni sono praticamente inesistenti, si rimbalzano le responsabilità e vanno avanti a suon di ordinanze di chiusura e riapertura della strada SS270, sulla quale stanno ancora decidendo i possibili piani per una riapertura. Non vorremmo che questa frana diventi ciò che è stato per il terremoto del 2017. Dopo 5 anni è stata presentata solo “una bozza” del progetto di ricostruzione e, guarda caso, tre giorni dopo l’alluvione del 26 novembre scorso. Tutti gli isolani stanno vivendo in un incubo, ogni volta che piove si guarda verso la montagna per scongiurare altri cedimenti. Poi ci sono gli sfollati che sono diventati gli ultimi della nostra società, sempre con la valigia pronta.
Gli studenti isolani, poi, sono costretti a viaggi interminabili per raggiungere le scuole sulle strade montane che non sono del tutto sicure e anche per questo motivo restano in sciopero in presenza. Il Commissario chiede ai dirigenti scolastici di attivarsi per richiedere al Ministero di permettere agli studenti di proseguire con la DAD, ognuno dalla propria abitazione. Non spetterebbe al Commissario farne specifica richiesta al Ministero? Insomma ci troviamo a giocare a Ping Pong senza le racchette della concretezza.

