PREVISIONI SULLA DESTAGIONALIZZAZIONE DEL TURISMO

PREVISIONI SULLA DESTAGIONALIZZAZIONE DEL TURISMO

Si fa un gran parlare, ad Ischia, di destagionalizzare il turismo, rimpallandosi tra categorie la responsabilità dell’eccessiva concentrazione dell’incoming turistico in pochi mesi. E’ colpa degli alberghi e delle strutture termali che chiudono i battenti? O è colpa dei ristoranti, bar, locali di intrattenimento inattivi fuori stagione? E che incidenza hanno le riduzioni invernali dei collegamenti marittimi? Su questo corto raggio di analisi, s’incentrano le polemiche relative alla vischiosità isolana nell’allungare la stagione turistica. Nessuno allarga lo sguardo e l’attenzione su quali sono le tendenze mondiali alla destagionalizzazione e pochi si soffermano a valutare il più ampio impatto che l’eccessiva concentrazione temporale del turismo provoca nel tessuto sociale delle località turistiche. Cito, ancora una volta, il libro del sociologo Domenico De Masi “L’età dell’erranza – Il turismo del prossimo decennio” che, alla questione, ha dedicato un capitolo di studi e ricerche effettuate da un pool di studiosi di varie discipline, al fine di fare una previsione al 2030 di come evolverà la destagionalizzazione turistica.

La prima, banale riflessione di questi esperti è che mentre le località montane hanno due stagioni turistiche (inverno ed estate, neve ed escursioni estive en plein air), quelle balneari ne hanno una sola. Seconda banale osservazione: molti operatori preferiscono la stagionalità per la convenienza di tenere personale a contratto per pochi mesi.

Per una consolidata abitudine e forma mentis, si preferisce stressarsi, con orari al limite della sostenibilità, nei mesi estivi, per poi tirare i remi in barca, riposarsi e rinfrancarsi con belle vacanze sulla neve o località tropicali. I ricercatori sociologi ritengono che le spinte alla delocalizzazione, più che dagli operatori economici, arriveranno dalle istituzioni pubbliche, interessate a diluire il congestionamento che manda in tilt servizi pubblici e ordine pubblico. Si prevede che gli Enti Locali saranno interessati a scaglionare eventi, spettacoli, manifestazioni sportive, al di là della volontà dei privati imprenditori. Tuttavia nascerà il problema che se gli Enti Pubblici faranno ciò, a prescindere dal coinvolgimento dei privati, si potrebbe dare il caso che i clienti, attirati da eventi fuori stagione, si trovino poi nel deserto commerciale e ristorativo.

Domenico De Masi, alla fine della relazione dei singoli esperti del pool, sintetizza i punti di forza ( al 2030) dell’evoluzione verso la destagionalizzazione: Punto 15.7: “ I primi che si muoveranno in un’ottica di destagionalizzazione del turismo saranno i giovani che, anche a causa della loro condizione lavorativa precaria, avranno maggiore libertà della gestione del tempo”; Punto 15.8: “ Nel 2030 il fattore dirompente della stagionalità in Italia sarà legato agli effetti dei cambiamenti climatici, ai quali faranno fronte le destinazioni e gli operatori. Tali effetti favoriranno la destagionalizzazione, influenzando i processi di scelta nel corso dell’anno”; Punto 15.17: “La politica nazionale interverrà premiando in modo selettivo i piani di marketing territoriale volti a progetti credibili di destagionalizzazione; Punto 15.22: “Si intensificheranno nuovi turismi: enogastronomico, del benessere, culturale, rurale, ecologico, il turismo leisure, il turismo dei borghi, il turismo slow, il turismo verde e dei parchi naturali”. L’esperto spagnolo Ejarque, incaricato dal Comune d’Ischia per un nuovo progetto turistico, ha chiaramente individuato, come settore in crescita per il futuro, il welness e il welbeing (benessere a 360 gradi per i lavoratori). E qualche Parco idrotermale sta seriamente pensando di attrezzarsi, con strutture coperte, per il turismo cosiddetto del “foliage” (termine inglese, non francese, che significa “fogliame” e dunque autunnale.)

E infine appare apprezzabile la recente tendenza dei Comuni isolani a puntare su grandi manifestazioni sportive, che appassionano i giovani e non solo. Quello che appare inaccettabile è che anche iniziative lodevoli come Flegra 2024- Comunità Europea dello Sport, che coinvolge – oltre i Comuni isolani, anche Bacoli e Monte di Procida – passi volontariamente sotto silenzio e in dispregio della trasparenza e che appaiono “sigillate” le scelte per il programma e il cartellone degli eventi. Sappiamo solo che se ne sta occupando il project manager Filippo D’Arrigo, velista napoletano, dirigente della Lega Navale di Ischia. Ma è stato aperto un qualche canale con le tante associazioni sportive isolane, in grado di proporre iniziative degne del cartellone?

E così come è stato scritto a proposito di Scheria Cup 2024, non è forse vero che se allarghiamo il ventaglio degli eventi sportivi a una pluralità di discipline, si dà un contributo alla destagionalizzazione del turismo? Allo stesso modo, ci fa piacere la visita del Ministro della Cultura Sangiuliano alle principali strutture museali e culturali isolane: Torre di Michelangelo, Villa Arbusto e La Colombaia, nella quale ultima si è discusso di Cultura e Turismo (che sono due cose diverse – anche se sinergiche-  e in particolare la Cultura non è sempre e solo finalizzata a obiettivi economico-turistici).

Sia chiaro che non è come ha affermato, in un’intervista alla stampa locale, il Presidente del consiglio comunale di Forio, Mattera, secondo il quale è necessario rendere “remunerativa” la gestione di La Colombaia. Diciamo, più correttamente, che al di là dei finanziamenti pubblici, che la struttura merita, La Colombaia deve darsi un assetto gestionale in grado di essere quanto più autosufficiente possibile. E, naturalmente, La Colomabia deve svolgere una funzione culturale consona con la storia della villa, del grande regista Visconti, del cinema, del teatro e della più nobile tradizione culturale dell’Italia e dell’isola d’Ischia.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.