SICUREZZA NELLE ISOLE: OCCORRE PRESENTARE ENTRO FEBBRAIO UNA MANIFESTAZIONE D’INTERESSE E UN’IDEA UNITARIA DEI 6 COMUNI

SICUREZZA NELLE ISOLE: OCCORRE PRESENTARE ENTRO FEBBRAIO UNA MANIFESTAZIONE D’INTERESSE E UN’IDEA UNITARIA DEI 6 COMUNI

L’isola d’Ischia, a causa soprattutto della sua frammentazione amministrativa (ultimo esempio l’estrema disomogeneità delle indicazioni per il divieto di sbarco delle auto targate Campania) ha perso in passato ottime opportunità di finanziamenti per progetti che avrebbero potuto dare all’isola un volto più moderno e funzionale. Invero, oltre alla frammentazione amministrativa, come fattore frenante va registrata anche una scarsa qualità della classe dirigente, fatte le debite eccezioni. Adesso si presenta un’altra importante occasione: il Piano di Prevenzione Strutturale Antisisma per le Isole Minori, per il quale sono stati stanziati 100 milioni di euro, di cui 40 destinati ad infrastrutture portuali ed eliporti, dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, on. Musumeci. Il bando è diretto a 36 Comuni insulari disseminati su 7 Regioni e coinvolge naturalmente anche le isole di Ischia e Procida. Il massimale per singolo progetto riferito a edificio (scuola, ospedale, altro tipo di struttura sanitaria) è di 3 milioni di euro; mentre il massimale complessivo per ciascuna isola è di 8 milioni di euro. Questo significa che se i Comuni dell’isola d’Ischia commettessero l’errore di agire separatamente, si potrebbe acuire, all’interno dell’isola, la concorrenza per accaparrarsi la fetta maggiore anche a scapito degli altri. Un’occasione d’oro per le isole di Ischia e Procida. I tempi per la presentazione dei progetti sono apparentemente troppo brevi, ma in realtà sono sufficienti, in quanto il termine del 29 febbraio riguarda esclusivamente l’idea progettuale, la sola manifestazione d’interesse.

Il Ministro avrà 45 giorni di tempo a disposizione per selezionare le idee meritevoli di passare alla seconda fase. Dopo c’è il tempo per la progettazione dettagliata. Si tratta, pertanto, di mettere a fuoco un’idea vincente e – ancora una volta – sarebbe da suicidio se ciascuno dei 6 Comuni dell’isola d’Ischia presentasse un proprio progetto-idea, in maniera scoordinata rispetto agli altri. I Sindaci dei Comuni isolani dovrebbero, a mio avviso, fare due cose: incontrarsi per mettersi d’accordo su una- due idee progettuali (non importa l’ubicazione della struttura o infrastruttura da finanziare, in quanto i benefici ricadrebbero comunque su tutta l’isola) senza ampliare la richiesta a troppi progetti, frammentando i possibili finanziamenti.

Infine i Comuni   dovrebbero superare il metodo adottato finora di cercare le soluzioni solo tra gli addetti ai lavori senza coinvolgere chi, nell’ambito della società civile, della comunità scientifica, del meglio dell’imprenditoria locale o dei giovani studenti o lavoratori in gamba può dare un contributo di idee fresche e preziose. Allora faccio qualche esempio di quel che si potrebbe proporre: atteso che il Termalismo è stato fattore storicamente trainante per lo sviluppo turistico isolano; atteso che Ischia ha un patrimonio naturale unico, oltre che dal punto di vista idrologico, anche dal punto di vista geologico e che, ai fini della sicurezza (antisismica e idrogeologica) la nostra isola può difendersi dalle calamità naturali e contribuire nel contempo alla difesa di altre località a rischio; bisognerebbe istituire a Ischia, precisamente a Casamicciola nella zona epicentrale dei rischi un Osservatorio Scientifico Internazionale come più volte proposto dal prof. Giuseppe Luongo, eminente vulcanologo.

Un PARCO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE DELLE ACQUE E DEI SISMI. Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda l’Associazione CO.RI.VERDE (Comitato per la Rigenerazione dell’isola Verde) di cui faccio parte, tale progetto a valle, si sposerebbe alla perfezione con l’idea (a monte) del PARCO REGIONALE PROTETTO DEL MONTE EPOMEO. Quest’ultimo dovrebbe seguire il normale iter per la promulgazione di una Legge Regionale, a partire dal pronunciamento dei Sindaci e dei consigli comunali. Mentre l’idea del prof. Luongo meriterebbe di essere posta al centro di una proposta al Ministero della Protezione Civile da lanciare entro febbraio.

Oltre a questa idea-progetto, i Comuni isolani potrebbero presentare una seconda proposta, riguardante l’approntamento di idonee strutture e infrastrutture atte a migliorare la mobilità tra l’isola e la terraferma. E quali potrebbero essere queste strutture? L’eliporto, non più al solo servizio d’emergenza per l’Ospedale Rizzoli, ma potenziandolo per una più ampia via di fuga o di collegamento con la terraferma per necessità post calamità. Sempre nell’ambito di una proposta di miglioramento della mobilità, occorrerebbe progettare una o più aree,  di ampia superficie ,a ridosso di uno o più porti dell’isola, per il concentramento e partenza/arrivo programmati di mezzi di trasporto terrestri, sia come ampia via di fuga , sia – all’inverso-  come arrivo di mezzi , uomini e merci per eventi straordinari ed imprevedibili .Infine sarebbe molto utile richiedere l’assegnazione per più porti isolani di motovedette attrezzate per il trasporto feriti da calamità naturali.

Ovviamente quando ipotizziamo “aree di concentramento” pensiamo che – in condizioni normali – questi spazi e strutture possano assolvere a compiti di ordinaria gestione (ad esempio “aree di attesa per imbarco” come il Comune d’Ischia fa d’estate col parcheggio Guerra o aree di smistamento delle merci per la successiva distribuzione sull’isola).

Ugualmente, quando parliamo di motovedette per il trasporto feriti da calamità naturali, è sottinteso che, in tempi normali, tali motovedette possano servire al trasporto infermi urgente in ospedali della terraferma. Naturalmente, quelli indicati sono solo spunti e suggerimenti, altre idee possono essere pensate e progettate. Certo è che è necessario ed urgente ideare e concordare soluzioni efficaci e realizzabili, per la sicurezza in caso di emergenza, ma creando strutture che, in maniera flessibile, non rimangano inutilizzate in assenza di eventi sismici o di dissesti idrogeologici (come naturalmente ci auguriamo) e tornino comunque utili alla collettività.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.