FUKSAS, CASAMICCIOLA E LE NUVOLE

FUKSAS, CASAMICCIOLA E LE NUVOLE

A Ischia siamo particolarmente avvezzi a distruggere, anzitempo, anche le idee e i progetti potenzialmente virtuosi. Non abbiamo la pazienza, forse nemmeno la voglia, di verificare questi progetti nella loro realizzazione e fattualità. E’ il caso ultimo del Progetto Fuksas, tutto ancora da confezionare, per la rigenerazione urbana di Casamicciola. Cerchiamo di mettere qualche punto fermo alla questione. Il Sindaco di Casamiccciola, Giosi Ferrandino, e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, ritengono che per riconfigurare il paese, stravolto da terremoto e alluvione, ci sia bisogno di una “visione” ambiziosa e non minimalista, che riguarda – in special modo – tutto il litorale che va dal Pio Monte della Misericordia al Porto ma, naturalmente, anche il Maio e Piazza Bagni. E’ un’idea sbagliata? Ritengo di no. Può essere un limite la circostanza che quest’idea prenda corpo proprio nel momento in cui Giosi si candida alle Europee con Azione di Calenda?

Sì, può esserlo, nel senso che se il battage pubblicitario che sta fiancheggiando l’idea progettuale (utile ad accompagnare la candidatura di Giosi) dovesse poi materializzarsi in un mero rifacimento estetico del paese, senz’anima e senza una visione illuminante, allora potrebbe risolversi in un inganno, in un “camuflage” che maschera le carenze senza risolverle. Ma per capire se le cose stanno effettivamente così, bisogna – quantomeno – aspettare che il progetto prenda forma e venga pubblicamente illustrato. Quello che possiamo fare da subito è cogliere, attraverso le prime dichiarazioni rilasciate dall’architetto alla stampa, le linee di tendenza che si vogliono perseguire. Prendiamo, ad esempio, ciò che Fuksas ha dichiarato a Mirella Armiero, responsabile pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno. Alla domanda: “Architetto, dobbiamo aspettarci una Nuvola su Ischia?” Massimiliano Fuksas ha risposto: “Direi proprio di no, ci andremo con la mano leggera. Qui si può solo rimettere a posto e migliorare quel che c’è, non si può stravolgere nulla. Anche se dalla Nuvola si potrebbe trarre qualche insegnamento”.

E poi chiarisce il senso dell’insegnamento della Nuvola: costruire con tutti i più moderni criteri antisismici (come insegna l’esperienza dei palazzi di Taiwan terremotata, che si sono inclinati paurosamente senza però crollare). Che Fuksas pensi di non stravolgere la Natura e la Storia prodighe verso quest’isola, con costruzioni fantasiose, limitandosi a restituire al paese bellezza e funzionalità, è concetto giusto, sempreché sia ispirato ad un’idea rigeneratrice dell’economia e della socialità smarrita di Casamicciola. E qui viene la parte più interessante dell’intervista; a proposito della rigenerazione urbana del Maio e di Piazza Bagni, l’architetto dice: “La natura ci ha mostrato che lì non bisognava costruire e di questo se ne terrà conto. Sono terreni ricchi di acqua, ci sta bene un bel parco, non case. E a proposito di acque, trovo che per la ricchezza di terme che ha, l’isola meriterebbe di essere ancora più valorizzata. A questo punto, come non far presente a Fuksas che esistono, sul tappeto, due grandi idee che fanno fatica a farsi largo? Una è quella del Parco Scientifico Internazionale dei Sismi e delle Acque, fortemente sponsorizzata dal prof. Giuseppe Luongo e l’altra è quella (riguardante la parte alta di Casamicciola ma anche del resto dell’isola dell’istituzione del Parco Regionale Protetto del Monte Epomeo, sponsorizzata dall’Associazione CO.RI.VERDE. Qui, però, occorre un invito alla responsabilità di tutte le parti in causa: Commissariato Straordinario, Comune, Associazioni, società civile, per lasciare da parte sospetti reciproci, contrapposizioni, preconcetti, per riprendere un colloquio interrotto (non importa per colpa di chi) tra scienza e politica, tra governanti e cittadinanza attiva. Come si fa a non prendere in considerazione l’idea del prof. Luongo e come si fa a non invitarlo a sedere a un tavolo tecnico di studio per un progetto che tenga conto di tutte le problematiche della sicurezza sismica e idrogeologica? Non restiamo l’isola dei compartimenti stagni, degli individualismi, della presunzione di poter fare da soli o di essere i soli ad avere l’idea vincente. Fuksas ha detto anche che, a suo modo di vedere, il Pio Monte della Misericordia è bellissimo, forse ancor più dell’Albergo dei Poveri di Napoli e che può diventare un punto di forza per tutta l’isola. Anche qui, si tenga conto di una serie di idee e proposte fatte nel passato da cittadini attivi, Associazioni culturali, privati imprenditori. Il titolo di questo articolo richiama le Nuvole al plurale, non la Nuvola famosa di Roma al singolare. Perché il riferimento è doppio: alla Nuvola romana dell’archistar, che fece scalpore (nel bene e nel male) all’atto della costruzione, ma è anche riferito all’opera teatrale di Aristofane “Le nuvole”. E’ una commedia greca del 423 a.C., successivamente rivista. Parla di un padre (Strepsiade) che manda il figlio, sciagurato scommettitore di corse di cavalli, che dilapida il patrimonio familiare, a scuola da Socrate, perché gli insegnasse l’arte di vincere dialetticamente qualunque sfida, anche quando si ha torto. Il figlio si rifiuta e il padre decide di andare lui al posto del figlio. Socrate invoca l’arrivo delle Nuvole, che rappresentano le virtù filosofiche. Ma Strepsiade non capisce nulla di filosofia e di arte retorica. Viene sostituito dal figlio, che apprende l’arte di avere ragione, con la dialettica, anche quando si ha torto. Ma esagera, quando pretende di picchiare il padre (anche se ha torto). Morale della commedia: Le Nuvole, quando sono effimere, ingannevoli, portano a conseguenze inimmaginabili. Per cui il problema per Casamicciola non è l’idea ambiziosa di una progettualità di alto livello, ma di non creare “Nuvole” fumose e senza sostanza. Staremo a edere, ma nel frattempo lasciamo lavorare e pretendiamo soltanto che non vengano ignorate persone e progetti già resisi disponibili e pensanti.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.