METAMORFOSI DEL TURISMO ISCHITANO

METAMORFOSI DEL TURISMO ISCHITANO

Nel 1915, Franz Kafka pubblicò il racconto lungo Le Metamorfosi. Si tratta di uno degli scritti più famosi dello scrittore boemo, in cui il protagonista Gregor Samsa una mattina si sveglia e scopre di aver assunto le sembianze di uno scarafaggio. Si tratta, naturalmente, di un’allegoria dell’alienazione dell’uomo moderno all’interno della società, a partire dalla famiglia, che porta all’isolamento e alla incomunicabilità con i propri simili. Se trasferiamo questa allegoria dall’individuo del primo novecento alla società di oggi e, in particolare, alla situazione che stanno scontando le grandi città ad attrazione turistica e le principali mete turistiche balneari, elioterapiche, termali, naturalistiche come Ischia, ci accorgiamo che la metafora della metamorfosi ben si addice. Se un’isola come Capri va improvvisamente in tilt per un guasto della condotta in terraferma, che la costringe per un giorno ad emettere un’ordinanza eccezionale di inibizione di imbarco di non residenti da Napoli ed altri porti campani verso l’isola, è segno della fragilità e del degrado che il turismo moderno sta causando.

Non volendo ravvivare la piaga dell’isola d’Ischia del terremoto e dell’alluvione, basta ricordare la più recente drammatica situazione dei Campi Flegrei con un immediato riflesso nelle operazioni di imbarco e sbarco auto da e per Pozzuoli, sempre più complicate dal sollevamento del suolo per gli effetti del bradisismo, per sottolineare ancora la metamorfosi turistica che sta avvenendo.

E che dire della variabilità ed incertezza delle condizioni climatiche che lascia i turisti in situazioni di surplace e di attesa fino all’ultimo momento per la decisione? Che dire dell’aumento allarmante dell’incidentalità stradale e anche di quella per mare, dovuta a un traffico intenso, caotico, imperito ed impazzito? Questo groviglio, tutto moderno, della società consumistica e globalizzata, assomiglia proprio allo scarafaggio di Kafka e le regine del turismo, come Ischia o Capri, stanno facendo proprio la fine del protagonista kafkiano Gregor Samsa. Anche notizie positive e che ci dovrebbero risollevare il morale, come l’apprendere che almeno una spiaggia ischitana (Cartaromana) è stata inserita tra le 147 spiagge italiane, a cui una giuria di pediatri ha assegnato la “bandiera verde” ovvero il riconoscimento di spiaggia adatta ai bambini, viene appannata e sporcata da un grave provvedimento parlamentare, voluto dal Governo: l’autonomia differenziata. Ebbene, tra gli effetti nefasti di tale provvedimento, ci sarà di sicuro, come ha scritto Paolo Siani su Repubblica del 24 giugno, un danno ai bambini del Mezzogiorno. La disparità economica che ne conseguirà accentuerà le carenze sanitarie pediatriche (un bambino che nasce nel Mezzogiorno ha – già adesso – un rischio di morte, nel primo anno di vita, del 70% superiore ad un bambino del nord. La povertà e l’esclusione sociale per ragazzi di età inferiore ai 16 anni colpisce il 46% di essi al Sud e del 18,3% al nord. Al sud ci sono pochi asili nido, mense scolastiche, biblioteche).

E quanti bambini del Mezzogiorno non vanno in vacanza perché i genitori non se lo possono permettere? Riconosco al Sindaco d’Ischia un forte impegno nella costruzione o adeguamento di scuole per bambini e ragazzi, ricorrendo anche a forme miste e complementari di finanziamenti. Ma non so, in futuro, con la Pubblica Istruzione regionalizzata e senza i necessari fondi per i LEP (Livelli essenziali di prestazione) cosa riusciremo a fare in settori fondamentali come istruzione e sanità. C’è ancora un dato turistico allarmante, un’altra metamorfosi kafkiana: la mutazione di moltissimi appartamenti in B&B o Case vacanza, che sta sconvolgendo il volto e il tessuto sociale di realtà come Roma, Firenze, Napoli.

Vengono letteralmente espulsi dai centri urbani i residenti e gli studenti universitari per fare largo a masse sempre più invasive di turisti. Tant’è che, a partire da Barcellona (ma anche Madrid, Valencia, Palma di Maiorca, Siviglia e perfino Napoli) si sta decidendo lo stop per affitti brevi di case, per un arco temporale di tre/quattro anni.

Anche Ischia vede assottigliare la disponibilità di case per residenti a vantaggio di turisti, con l’effetto perverso che i delocalizzati per terremoto e alluvione non trovano case alternative e il commercio al dettaglio viene espulso per il rincaro dei fitti dei locali. E così si creerà un altro paradosso: che per salvare la vivibilità di quartieri e centri urbani dall’invasione turistica, saremo costretti a reprimere una forma di distribuzione della ricchezza (il fitto estivo) che è stata per anni una forma alternativa e suppletiva di integrazione del reddito familiare. Ora c’è il rischio che si ritorni a devolvere la ricettività alle sole strutture alberghiere, restringendo di nuovo la ricchezza nelle mani di pochi.

Altro motivo di mutamento deteriore del vivere civile è la proliferazione incontrollata dei Rent a car e noleggio motorini, che toglie ogni significato ai provvedimenti di divieto di imbarco di targhe campane. Insomma, la metamorfosi kafkiana dell’isola turistica è il risultato di uno scontro tra bellezza e deturpazione, tra ordine naturale e disordine umano, che ricorda molto la descrizione che Edgar Allan Poe fece in L’isola della Fata: un’isola con un lato di luminosa bellezza e l’altro avvolto nella più profonda oscurità, in un percorso insulare che va dalla gioia al dolore. Per tornare a Kafka, così come il protagonista del racconto è costretto a chiudersi in camera e a interrompere i rapporti con i familiari, data la sua orribile trasfigurazione, Ischia e le realtà turistiche similari rischiano di fare la stessa fine di Gregor Samsa-scarafaggio: dopo varie peripezie con i genitori e la sorella, Gregor si lascia morire di inedia. Solo così i familiari recuperano una normalità. Ischia, come Gregor, sembra avviarsi alla morte per inedia; lo scarafaggio viene sostituito da una spaventevole metamorfosi turistica, la famiglia liberata dall’incubo insetto può essere assimilata alla popolazione isolana spaesata dalle mutazioni genetiche del turismo. E’ questa la fine che ci attende? E’ un dubbio kafkiano!

1.911 Visualizzazioni
Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.