A UNA LIRA A UNA LIRA SI FANNO 10 LIRE A 10 LIRE A 10 LIRE SI FANNO 100 LIRE

A UNA LIRA A UNA LIRA SI FANNO 10 LIRE A 10 LIRE A 10 LIRE SI FANNO 100 LIRE

Ogni volta che aprendo il portafogli vedo i centesimi degli euro penso alla mia mamma che ha sempre detto euri. Allo stesso tempo mi viene da pensare ai proverbi con i quali la mia generazione è cresciuta. In molte case sentivo dire ai figli quando gli si dava qualche soldo di non spenderlo a vuoto, perché “a una lira una lira si fanno dieci lire” e così via.

Mi è venuto da pensare che quelle dieci lire spesso le mettevo nel salvadanaio che poi il 6 gennaio portavamo in chiesa da Don Pietro per la santa infanzia e mi trovavo tra le 10 e tra le 50 lire un bel gruzzoletto. Un giorno venne a casa un signore da Procida e mia mamma lo fece entrare. Questo signore portò in una specie di valigetta degli asciugamani e un completo da letto ricamati da carcerati di Procida o da orfanelle. Io restai incantata era tutto troppo bello. Mia madre prese sia il completo da letto sia 6 asciugamani. Poi la vidi di andare di là, tornare con una specie di bicchiere alto un po’ chiuso sopra dove c’erano conservati soldi non solo di spicci ma anche qualcuno di carta.

Quel signore disse il prezzo e anche in quante volte poteva pagare. Tutti quei soldi furono rovesciati sul tavolo e io incantata guardavo. Mia mamma riuscì a dare i soldi che doveva dare e conservò il resto. Quando quel signore andò via, io chiesi a mamma perché avesse comprato quella roba così costosa. E lei mi spiegò che avendo tre figlie femmine, doveva fare tre corredi per quanto si sarebbero sposate.

Ogni mamma cominciava a fare il corredo già quando le figlie avevano un anno perché pagavano mese per mese per anni e anni, e chi sapeva ricamare lo faceva a mano. E che ci posso fare appena avrò il portafoglio e vedo i soldi piccoli come li chiamavamo, provo tenerezza e so che quelle donne vissute prima di me sono state delle grandi donne non perché conservavano soldi, e io infatti non amo conservare, ma perché loro erano donne d’amore si d’amore e ci hanno dato tanto e tanto in ogni senso…

Sandra Malatesta, Barano, lunedì 15 luglio 2024

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Sandra Malatesta

Sandra Malatesta

Mi chiamo Sandra e questo nome identifica una donna che si è evoluta come fa la vita sempre, adattandosi ai cambiamenti nel migliore dei modi, accettando le sfide di una vita che mi portò neonata vicino a una spiaggia e a un mare che mi riconoscono se soltanto sentono i miei piedi.