MA CHE RAPPORTO ABBIAMO CON IL MARE?
Può un’isola che, tra l’altro, vive prevalentemente di turismo, avere un rapporto difficile (se non conflittuale) con il mare che la circonda? E su che cosa si basa questo sorprendente dubbio? Se amassimo veramente il mare, non lo inquineremmo con sversamenti abusivi di ristoranti ed alberghi costieri o addirittura svuotando i mezzi di autospurgo a mare.

Se amassimo veramente il mare non malediremmo mezzi navali, comandanti marittimi e maltempo, ogni qualvolta le condizioni meteo marine sconsigliano la navigazione, perché il mare va rispettato anche quando è da tempesta. Non sempre è placido e affascinante come la baia di Sant’Anna la sera della festa a mare.

Un’isola ha i pregi e i difetti di una terra circondata dal mare, ma a volte lo dimentichiamo. “Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua inquietezza” (Joseph Conrad – Lo specchio del mare). Se amassimo veramente il mare, non occuperemmo coste e arenili con costruzioni abusive.

Anche a voler ignorare i limiti imposti dalla Legge Galasso, non possiamo accettare che una concessione divenga perenne su proprietà demaniale. Ci ha pensato la Corte di Giustizia U.E. a stabilire che, scadute le concessioni, le strutture eventualmente non smontate e smontabili, divengano automaticamente proprietà dello Stato; e chiunque mastichi un po’ di Diritto, sa che le giurisdizioni nazionali europee si devono adeguare alle decisioni della Corte di Giustizia. E che ne facciamo allora di strutture alberghiere, ristorative o di intrattenimento musicale, che insistono sulla costa e sugli arenili come ad esempio nella bellissima zona della Pagoda?

Strutture alle quali, non si sa come, sono state date autorizzazioni comunali e demaniali in spregio a qualsiasi norma e che, a volte, sono anche oggetto di compravendite clamorose.

Se amassimo veramente il mare, non vedremmo come nemica l’Area Marina Protetta, diretta tra l’altro da Antonino Miccio, uomo di grande esperienza e di grande equilibrio, tendente a contemperare anche le giuste e regolari attività di pesca e di diporto. C’è da chiedersi: ma è così dappertutto? O Ischia ha col mare un rapporto peggiore di quello che hanno altre isole e realtà costiere italiane? La risposta è contenuta nel Rapporto 2023 “Isole sostenibili – Le sfide della transizione ecologica nelle isole minori” a cura dell’Osservatorio di Legambiente e Consiglio Nazionale delle Ricerche.

L’indice di sostenibilità delle 27 isole minori italiane è del 40 %. Troppo poco. Tra queste isole c’è quella di Capraia, che ambisce al titolo di “Capraia smart Island”, basandosi su un patto tra cittadini, istituzioni e agricoltori. La loro convinzione è che un’isola che voglia essere veramente blu, deve essere anche green.

E’ esattamente quello che alcune Associazioni di cittadinanza attiva vanno predicando per Ischia: uno sposalizio tra montagna (con il Parco Regionale Protetto del Monte Epomeo) e il mare, con l’Area Marina Protetta. Per carità, l’isola di Capraia è minuscola, è un moscerino nell’acqua rispetto a Ischia (e quindi non paragonabile). Tuttavia va vista come un interessante mini esperimento di sostenibilità.

Un altro caso interessante è quello dell’isola di Stromboli, dove è stata costituita, nel 2011, l’Associazione “Scuola in mezzo al mare”. Con quale compito? Quello, in caso di avversità meteo marine e quindi dell’impossibilità per gli insegnanti di raggiungere le scuole isolane dalla terraferma, di avere una struttura locale in grado di intrattenere e insegnare ai ragazzi attività ludiche e culturali come pittura, musica, teatro. Anche per quel che riguarda le carenze della sanità, Lipari cerca di sopperire in parte con l’Associazione “Magazzino di mutuo soccorso”. E così hanno pensato, in assenza di cinematografi, di dare vita alla Rassegna “Racconti d’estate- Cinema in piazza” che offre proiezioni ed incontri con attori, nel Castello di Lipari.
Certo, a Ischia si fa molto di più (ci sono due Festival dedicati al cinema) ma mi è capitato di andare al cinema Excelsior, nell’ambito di Ischia Global Fest. C’erano solo una decina di persone ogni volta e, con molto imbarazzo, il giovane regista americano (Weston Porter) autore di un corto (Line of Fire) e una splendida attrice di un film basato sul mare, l’Oceano, le insidie degli squali (Deep Fear) spiegavano, nel vuoto di pubblico, le loro esperienze, mentre si affollavano turisti e residenti alla premiazione di Gloria Guida (?!)

Di questa esperienza delle 27 piccole isole, un recente numero di Io Donna ha dato resoconto, intervistando anche la nostra concittadina Luciana Morgera, che ha raccontato come, da un primo scambio «uovo d’anatra – pane fatto in casa» le nacque l’idea di alimentare il baratto, riprendendo il progetto antico del cala-cala tra agricoltori e pescatori. E’ nata così la “Borsa verde 3.0”, Conclude il servizio giornalistico di Io Donna: “Luciana Morgera, sulla sua bici d’epoca, percorre i vicoli d’Ischia, in un romantico equilibrio tra l’anima di terra e quella di mare, tipico di ogni isolano”. Tutto giusto, ma è proprio tipico di ogni isolano? O è ancora patrimonio di pochi? E tra questi pochi annoveriamo, con grande piacere, l’attività delle Pro Loco delle isole di Ischia e Procida, in collaborazione con l’Area Marina Protetta (come avvenuto in occasione della Festa Nazionale delle Pro Loco). Siamo allo stesso livello di Tropea e Capo Vaticano, dove l’organizzazione “Acqua degli Dei” porta avanti, da dieci anni, il progetto “give back”, in collaborazione con Ogyre, piattaforma globale per il recupero dei rifiuti del mare tramite pescatori, con l’obiettivo minimo di recuperare mensilmente almeno l’equivalente plastico di 2.000 bottiglie? E, addirittura, Acqua degli Dei ha aperto un commercio on line di profumi marini, con sette diverse essenze, tra cui Oro, che richiama il sole e l’accoglienza della gente del Sud, oppure Blu, direttamente ispirata al mare? Romanticismo? Sì, ma il mare ne ha bisogno, come ne ha bisogno ogni uomo libero.
Ricordate i versi di Beaudelaire: “Uomo libero, sempre amerai il mare”?. Se abbiamo dubbi sul mare, se non lo amiamo abbastanza, vuol dire che stiamo perdendo la nostra libertà.

