IL CASO DEL TASSISTA E LA FIGURACCIA NAZIONALE
Cosa sconvolge di più? La richiesta di 10€ a persona o di aver fatto perdere una corsa ad un altro collega? Il video del tassista che per una corsa da Lacco Ameno a Ischia ha preteso 10 a persona per un totale di 70 euro, sta spopolando sul web e la gogna mediatica non è che all’inizio. Non m bastano neppure i proclami da parte della categoria o l’appello del sindaco di Lacco Ameno per far scemare la storia. Il tassista avrebbe dovuto chiedere a fine corsa i 30€ per la tratta, avrebbe fatto una bella figura e non sarebbe successo tutto ciò che sta andando avanti da giorni. Avrebbe potuto anche interpellare un suo collega, così facendo avrebbe fatto incassare qualcosa pure a lui.
Invece no, doveva tenersi tutto. Purtroppo non è la prima volta e non sarà l’ultima che scriviamo su questa categoria che, fino agli anni ’90 del secolo scorso era il biglietto da visita per l’accoglienza dei turisti. Gli operatori indossavano addirittura una divisa e i mezzi erano caratteristici consoni e in linea con il territorio e la tradizione isolana. Oggi invece abbiamo una flotta di taxi che non ha nulla a che vedere con quelli del passato, molto o troppo grandi per le nostre strade. L’abbigliamento? Lasciamo perdere, è facile notare gli operatori (non tutti per fortuna) con le ciabatte ai piedi, per giunta cosa vietata dal codice della strada. L’ideale – e qui ci sentiamo di condividere le proposte che la categoria ha presentato presso i comuni isolani – sarebbe fondare un unico consorzio e soprattutto abbattere i confini amministrativi tra Comuni che solo questa piccola isola ha. Adeguare perciò la tariffazione a consumo in base al tassametro, già obbligatorio per legge. Le proposte presentate da Raffaele Serpico, segretario provinciale di Un’impresa e Pasquale Ottaviano, includono la possibilità per gli operatori taxi di lavorare tutto l’anno anche con i locali soprattutto d’inverno. L’isola non può permettersi pubblicità negativa ogni anno, ogni passo che si fa in avanti per migliorare se ne fanno cento indietro quando accadono queste cose. Finché i sei sindaci non si riuniranno una volta per tutte per sciogliere questa matassa, avremo ancora da scrivere e, purtroppo, in negativo e le giustificazioni continueranno ad essere semplici e inutili scuse.

