CONDANNA DI SEI MESI A SALVATORE IACONO CON UN’AMMENDA DI 3000€ PER UNA PROTESTA CONTRO DEI PINI ABBATTUTI
Salvatore Iacono ci ha mandato questa lettera all’indomani della condanna che ha ricevuto, mai ci sentiremo in dovere di mettere in discussione la sentenza di un tribunale ma in questo caso qualche dubbio ci viene:
“Sono stato condannato dal Tribunale di Napoli a sei mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali per aver denunciato nell’aprile del 2021 con una mia creative social performance l’abbattimento di alcuni pini secolari sulla strada provinciale Panza, discesa per Sant’Angelo.

Con un intervento shock ho ricostruito la scena di un crimine, evidenziando col colore rosso sangue i monconi rimasti degli alberi recisi giorni prima. “Crime Scene” Ischia Street Art sulla scena di un crimine non è stata solo una performance artivistica rappresentativa fine a se stessa, per la prima volta un’azione performatica ha prodotto e rielaborato criticamente un prodotto creativo, il verbale della municipale notificatomi quel giorno stesso, rielaborato artisticamente dal sottoscritto e messo all’asta, battuto e venduto poi, per 270euro.

L’intervento sul campo è stato possibile anche grazie alla collaborazione fattiva dell’associazione L.A.A.I., con alcuni volontari ed ambientalisti dell’isola.

Mai come in questa occasione avrei voluto difendermi da solo, purtroppo non ti è consentito farlo in un paese come il nostro. Dopo che sono stato etichettato dalla comunità come “pazzo o lo scemo del villaggio”, e trattato come un delinquente qualsiasi dal comando dei vigili urbani del Comune di Forio, e da mio “cugino” comandante, ho preferito, dopo alcune considerazioni personali, che sarebbe stato meglio, se questa storia si allontanava naturalmente dai miei interessi, senza forzature e condizionamenti, e soprattutto senza che mi difendessi legalmente dalle accuse in un aula di tribunale. Con l’intento e l’interesse di fotografare un paese costituzionalmente ipocrita, che si fregia apparentemente dell’art. 21 solo del suo contenuto teorico, omettendo nella pratica il suo significato originario, che i nostri padri costituenti coniarono nel lontano 47’. [Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione]. Non mi sono difeso legalmente anche per non cadere nelle loro logiche e maglie burocratiche, amministrative, di magistratura e giustizia, che mi avrebbero sottratto solo energia e tempo, distogliendomi dal mio artivismo militante di quel periodo. La lettura finale di questa storia mi è stata sempre chiara dentro di me, fin dall’inizio, e questo status attuale mi rende ancora più libero di prima. Crime Scene dopo tre anni ha avuto la sua notifica dal tribunale, con la sentenza definitiva di condanna che trasforma la mia azione artivistica in un attestato di credito, che mi pone definitivamente distanziato da questo mondo omologato dal pensiero del “politically correct”…

Resta comunque il rammarico e il fallimento di non aver sensibilizzato e inciso abbastanza con le mie social performances nel tessuto sociale e culturale di questo paese modificando la mentalità e il modo di vedere. In questi anni di artivismo militante ho attraversato molte coscienze corrotte e ho conosciuto molte persone ignave, subendo anche qualche minaccia velata. Infatti, da questa esperienza, viene fuori un dato allarmante che deve farci riflettere, che c’è poca coscienza civile, sensibilità, amore e rispetto per il territorio e l’ambiente che madre natura ci ha donato. e questo atteggiamento lo si può leggere benissimo anche nelle ultime generazioni…
Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi.
(Detto dei nativi americani)”.

