LO SCARICO GOSETTI A PITHEKOUSSAI

LO SCARICO GOSETTI A PITHEKOUSSAI

Lo scarico Gosetti, è uno scavo archeologico eseguito a Monte di Vico, da Giorgio Buchner per la Soprintendenza alle antichità della Campania, al margine della pendice orientale del promontorio, dove, in occasione della costruzione di una villa nel 1965, è stato rinvenuto uno scarico antico ricchissimo di materiale. Esso prende il nome dalla proprietaria della villa.

Fu riempito, verso la fine del secondo o l’inizio del primo secolo a.C., un burrone naturale inciso dalle acque piovane nella cenere vulcanica. Il materiale archeologico non era stratificato, ma conteneva, confuso in modo caotico, una enorme quantità di materiale che va dalla ceramica della civiltà appenninica dell’età del bronzo, con bellissimi pezzi a decorazione incisa, fino alla tarda ceramica campana a vernice nera. La sola lacuna è costituita dalla mancanza assoluta di ceramica dell’età del ferro preellenica. È molto probabile che i coloni euboici, si siano insediati a Ischia in una località disabitata dagli indigeni. Che altre zone dell’isola fossero abitate al momento dell’arrivo dei coloni, insegna il villaggio dell’età del ferro sul Castiglione, tra porto di Ischia e Casamicciola.

Abbondantissimo è, nello scarico Gosetti, il materiale del secolo VIII avanti Cristo, tanto del periodo LG I (tardo geometrico I, 750-725 a.C.) quanto del periodo LG II (725-700 a.C.). La notevole quantità di ceramica di fabbrica locale appartenente al periodo LG I, insegna che quest’industria, fin d’allora, ebbe un notevole volume a Pithecusa, grazie all’ottima argilla figulina che si trova nell’isola stessa. Ricordo che la lavorazione dell’argilla sull’isola d’Ischia, parte almeno dal Neolitico. Oltre che a Mazzola, anche nello scarico Gosetti, furono ritrovate loppe e scorie di ferro, bocche di mantice da forno siderurgico (tuyères) e, particolarmente significativo, un pezzo di minerale di ferro allo stato naturale sicuramente proveniente dall’isola d’Elba. Non c’è dubbio che il principale centro abitato di Pithecusa sia stato fin dall’inizio situato sul Monte di Vico.

Tuttavia, fin dal periodo più antico per ora documentato, l’insediamento non era limitato al promontorio, ma si estendeva anche sul versante NE della collina di Mezzavia, distante tra 200 e 400 m. ca. dal piede meridionale di Monte di Vico e separate da questo da una zona bassa e pianeggiante che si prolunga verso NW nella valle di S. Montano. Dagli indizi finora raccolti appare che questo abitato suburbano si estendeva per una lunghezza di ca. 500 m. È da presumere, già per la morfologia del terreno, che non si sia trattato di un abitato continuo, ma di una serie di piccoli nuclei distinti, di cui il solo finora meglio definito e parzialmente scavato, quello della località Mazzola, occupa un’area di ca. 5-6000 mq. Altri due nuclei simili, uno a poca distanza da Mazzola verso NW, l’altro più distante verso SE, sono stati finora accertati soltanto attraverso cocci. Sembra probabile che altri ancora possano essere identificati proseguendo le ricerche.

Tutti questi nuclei abitati sono stati fondati durante il periodo LG I ed hanno avuto la loro massima fioritura fino alla fine dell’VIII sec. Il nucleo di Mazzola è stato parzialmente abbandonato già entro il primo quarto del VII sec. e desertato definitivamente intorno alla metà del VI sec. Sembra che lo stesso valga per gli altri due nuclei non ancora meglio esplorati. In tutta la zona, comunque, non abbiamo finora trovato un coccio che sia più recente della metà del VI sec.

Fonti: Giorgio Buchner, Nuovi aspetti e problemi posti dagli scavi di Pithecusa con particolari considerazioni sulle oreficerie di stile orientalizzante antico, pp.59-86

Gloria Olcese, Le anfore greco italiche di Ischia: archeologia e archeometria (comprese le foto)

Le anfore arcaiche dallo scarico Gosetti, Pithecusa

Norma Di Sandro

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.