STORIA CONTADINA. TRATTO DA: SUNIETTE ‘A FUNTANESE DI FLORINDO MATARESE

STORIA CONTADINA. TRATTO DA: SUNIETTE ‘A FUNTANESE DI FLORINDO MATARESE

Sbrasa lu ffuoco – e porta ccà lu bbeve, ca fa ‘nu frito che te tagghia ll’osse.
Stu tiempo pare che bbo’ fa’ ‘na mosse.
E ghinche ccà, ca chesso sulo n’eve.
Muséra ‘a giarra ci amma rompe’ ‘u cosse.
E ghinche. E mitte. E bbive. E torna a bbeve, ca tutta creie l’amma jenca ‘a fosse.
Mo stonco buono! A me m’a vadè creie.
E fiocca. Assa fiuccà pe’ nzi’ a matina,
ca sengo già l’addore d’ ‘e ssarache.
Fiocca, fioccheia. E tu, tofa, tufeie.
Sarache a bbine. E ‘a capa cchiù s’affina.
Vino e sarache. E ll’omme si ‘mbriache.

TRADUZIONE

Smuovi il fuoco, e porta qui da bere, poiché fa un freddo che taglia le ossa. Questo tempo sembra voler far nevicare. Sempre grecale, che non accenna a mutare. Riempi qui (il bicchiere), ne hai (bere sempre). Stasera, alla giara, le dobbiamo rompere il fondo (la dobbiamo vuotare tutta).  Riempi, e versa, e bevi, ribevi, che domani dobbiamo riempire il fosso. Adesso sto bene. Mi devi vedere domani… E fiocca. Lascia che fiocchi fino a domattina, che sento già l’odore delle aringhe.

Nevica, nevica debolmente. E tu, tofa (la conchiglia il cui suono chiamava a raccolta i lavoratori) suona.

Aringhe e vino, e la testa più si affina (diventa più raffinata e saggia). Vino e aringhe, e l’uomo si ubriaca.

Aringhe e pane rappresenta un classico esempio di cucina povera e contadina, spesso legato ai periodi di magra. Questo piatto, composto da ingredienti semplici e conservabili, era un pilastro dell’alimentazione contadina per la sua capacità di sfamare con poco.

210 Visualizzazioni
Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.