LA SALMA DI PAPA FRANCESCO DIVENTA “SPETTACOLARIZZAZIONE SOCIAL”
Il fenomeno “io ci sono” di molti fedeli al commiato al Santo Padre
Da quando la salma del Pontefice Francesco, morto lunedì 21 aprile, è stata esposta nella Basilica di San Pietro moltissimi fedeli, dopo ore di coda, quando arrivano di fronte al feretro scatta in loro la mania di riprendersi con il proprio smartphone facendosi quasi un book fotografico. Tanta indignazione e tanto protagonismo che non rende omaggio al papa di tutti. Tantissime immagini sono diventate virali e suscitando il dibattito di come il culto dell’immagine personale possa superare anche i confini del sacro e del lutto. In questo mondo dei social scellerato anche durante un periodo di fede intenso bisogna ricercare il consenso e la popolarità per poter dire al mondo intero “io ci sono” sui social network togliendo l’aspetto sacrale. La salma del papa Francesco non può essere esempio di spettacolarizzazione e dovrebbe essere un momento di silenzio, raccoglimento e preghiera. Un mare di schermi galleggiava attorno al corpo del Papa, e alcuni hanno persino usato aste da selfie nel tentativo di catturare lo scatto migliore.

Dopo i numerosi selfie scattati davanti alla salma di Papa Francesco è arrivato il divieto di non utilizzo degli smartphone all’interno della Basilica di San Pietro. Ma viene solo da chiedersi perchè stiamo diventando sempre meno presenti dal punto di vista emotivo, corporeo e cognitivo?…
Sembriamo solo delle persone che non vivono più le esperienze in maniera consapevole ma solo superficialmente.
Un esempio della nostra mancata concretezza spirituale è data anche dall’annuncio dello stesso Al Bano di non presenziare alle esequie del Pontefice dichiarando: “So che non potrei fare un passo senza che qualcuno mi chieda un autografo o un selfie. E, in un’occasione solenne come questa, mi dispiacerebbe molto. Quindi, preferisco evitare sia il funerale sia la visita nella Basilica di San Pietro”.

