TORRI, FORTEZZE E DIMORE: UN VIAGGIO TRA STORIA E IDENTITÀ DI ISCHIA

TORRI, FORTEZZE E DIMORE: UN VIAGGIO TRA STORIA E IDENTITÀ DI ISCHIA

Dopo le presentazioni di “Torri, Fortezze e Dimore” e il successo di pubblico al Municipio di Forio e presso le storiche Terme Belliazzi di Casamicciola e in attesa delle prossime (sabato 24 maggio alle 18.30 al Castello Aragonese di Ischia e il 31 presso il Municipio di Barano), gli autori, Valerio D’Ambra e Mikela Monti, entrambi 23 anni, con la loro sensibilità e senza mai perdere di vista il rigore della ricerca, ci accompagnano in un viaggio attraverso l’isola d’Ischia, raccontando la storia delle torri, delle fortezze e delle dimore che hanno resistito al tempo. Mikela e Valerio, in modo semplice ma già rigoroso, come è per due studenti di Architettura dell’Università Federico II°, parlano di come hanno concepito il lavoro, condotto la ricerca e di come hanno bilanciato l’aspetto scientifico con una narrazione coinvolgente a appassionata.

L’ispirazione principale per scrivere “Torri, Fortezze e Dimore”?
Mikela M.- È nata proprio dalle torri di Forio. È stato impossibile ignorarle: così simili nella funzione ma così diverse nella forma. Ci hanno incuriositi e spinti a farci domande. A scavare nella loro storia per tentare di capire perché, in un periodo abbastanza ristretto, siano state costruite una accanto all’altra, ognuna con un carattere unico.

Come è nata l’idea di questo progetto e quali elementi storici vi hanno colpito di più?
Valerio D. – È nata quasi per caso, da una fotografia scattata a Forio: un’inquadratura del paesaggio in cui comparivano ben quattro torri. Da lì, la scintilla. Ci siamo chiesti come fosse possibile che strutture costruite nel ‘400 fossero ancora lì, integre, parte viva del paesaggio. A colpirci sono stati soprattutto i dettagli delle facciate: segni concreti di una storia che resiste al tempo.

Come avete condotto la vostra ricerca?
Mikela M. – È partita da casa, letteralmente. Abbiamo attinto al patrimonio della biblioteca di famiglia piena di testi storici su Ischia, vecchie guide, documenti rari e fotografie d’epoca. È stato un lavoro che abbiamo voluto fare insieme, senza dividerci i compiti. Abbiamo scoperto che il nostro modo di cercare e approfondire funziona meglio interagendo tra di noi, confrontandoci su ogni dettaglio.

Come avete bilanciato l’aspetto scientifico con una narrazione coinvolgente?
Valerio D. – Ci siamo accorti che molti libri tecnici, per quanto accurati, rischiano di allontanare il lettore non esperto. Così abbiamo scelto di raccontare le torri con parole semplici, accompagnando il lettore come se fossimo lì insieme a camminare tra le stradine di Ischia a guardare le architetture con calma. Sotto i piedi la terra con lo sguardo verso la storia.

Quali fonti avete utilizzato?
Mikela e Valerio
– “L’infermo istruito” dal Dr Gian Andrea D’Aloisio del 1757. Un testo raro e prezioso. Punto di riferimento imprescindibile poi è stata la “Storia dell’isola d’Ischia” di D’Ascia, pubblicata nel 1867. Fondamentali anche gli studi di Algranati, come “Torri litorali sulla marina d’Ischia” (1955) e “Storia dello Scuopolo” (1957), che ci hanno fornito spunti preziosi. Poi ci sono stati testi più recenti, quali la “Guida completa dell’isola d’Ischia” di Giovan Giuseppe Cervera (1959); “Ischia: Archeologia e Storia” di Pietro Monti (1979) e “Ischia, l’identità negata” di Ilia Delizia (1987). Ci hanno permesso di ampliare il quadro storico e culturale. Infine abbiamo analizzato le ricerche di Vincenzo Belli pubblicate sulla “Rassegna d’Ischia” nei primi anni 2000, utilissime per mappare le torri e comprenderne l’evoluzione nel tempo.

Quale messaggio volete trasmettere ai lettori attraverso “Torri, Fortezze e Dimore”?
Mikela M. – Vogliamo lanciare un messaggio semplice ma profondo allo stesso tempo: le torri non sono solo pietre antiche. Sono frammenti di identità, testimoni silenziose della storia dell’isola e di chi l’ha abitata. Vogliamo rendere partecipi sia gli ischitani che i visitatori di questa eredità preziosa, questo è il nostro desiderio. Ogni torre racconta qualcosa di noi.

Cosa volete che i lettori portino con sé dopo aver letto il libro?
Valerio D. – Speriamo che dopo averlo letto i lettori abbiano voglia di uscire di casa, mettersi in cammino e scoprire con i propri occhi le torri che raccontiamo. Ci piacerebbe che “Torri, Fortezze e Dimore”, fosse solo l’inizio di un viaggio. Non solo tra le pagine, ma proprio per le strade dell’isola. Perché i luoghi continuano a parlarci anche oggi e se sapremo ascoltarli potranno dirci molto di più di quel che riusciamo a vedere.

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Graziano Petrucci

Graziano Petrucci

Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli è iscritto all’Ordine degli avvocati. Giornalista pubblicista, si è perfezionato con un master a La Sapienza in «Geopolitica e sicurezza globale» e ha frequentato il master in «Intelligence e Sicurezza» presso La Link Campus University di Roma. Cura la rubrica «Caffè Scorretto» per il quotidiano di Ischia e Procida Il Golfo. Componente dell’associazione «Studi Tradizionali e filosofici Raimondo Di Sangro» di Napoli che si dedica allo studio delle civiltà del passato per una migliore conoscenza del presente. Scrive brevi racconti per «La rivista intelligente.it». Si occupa di comunicazione.