IL MARE E L’EDUCAZIONE AI SENTIMENTI

IL MARE E L’EDUCAZIONE AI SENTIMENTI

A dimostrazione di quanto sia importante il mare costiero, facciamo l’esempio della città di Napoli, dove per il tratto da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio, c’è la richiesta ufficiale del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, di assegnazione di poteri speciali al Comune su tutto ciò che riguarda quel tratto di mare e di costa. Il mare è tutto: è cultura, storia, paesaggio, identità collettiva, memoria, come ha avuto modo di scrivere, su Repubblica, Michelangelo Russo, professore di Progettazione Urbanistica e dirigente del Dipartimento di Architettura alla Federico II di Napoli. E sempre a proposito di mare e di Napoli, nel mese di luglio, su Repubblica, è apparsa una bella intervista rilasciata a Pasquale Raicaldo dalla Presidente Nazionale di Marevivo, Rosalba Giugni, ottantenne in gran forma. La Giugni era partita, da giovanissima, dal mare di Vico Equense, quando scoprì, sotto la superficie del mare, un mondo meraviglioso e di una varietà vastissima.

Da allora iniziò la battaglia per la difesa della Posidonia, il contrasto alla pesca dei datteri di mare, la lotta alle microplastiche. Giugni ama definirla “Madre Mare”, al femminile. D’altronde, in francese, si dice “la mer”. Cita anche lo scrittore Erri De Luca, secondo il quale l’acqua, in generale, è sorella del grembo materno. Particolarmente indicativa è la risposta della Giugni alla domanda di Raicaldo: “Il mare bagna Napoli o non è così?”, con evidente richiamo letterario ad Anna Maria Ortese. La risposta è: “Napoli è, in Italia, la città che dialoga maggiormente con il mare…ma spesso qui il mare è stato considerato alla stregua di uno sfondo di cartapesta, basti pensare alla mancata depurazione di un golfo sul quale insistono quattro milioni di persone. E dove, nonostante tutto, passano balene, capodogli e delfini”. Poi la Presidente di Marevivo esprime il suo rammarico per un mancato completamento, con gli opportuni decreti attuativi, della Legge Salvamare, per cui – ancora oggi – non c’è modo per i pescatori di smaltire legalmente e rapidamente i rifiuti pescati accidentalmente a mare. C’è, infine, una considerazione amara ed importante nell’intervista, quando Rosalba Giugni dice: “Devo dire una cosa, ero partita garibaldina, convinta che denunciare aiutasse a risolvere i problemi. Poi mi sono accorta che non era così e siamo finiti noi ambientalisti sotto accusa per primi”.

Devo dire, come esponente dell’Associazione CO.RI.VERDE (che, si badi bene, non è un’Associazione ambientalista nel senso stretto della parola, perché ha una visuale più ampia sotto il profilo socio-economico) che continuamente stiamo sperimentando che gli organi amministrativi locali (e non solo) e, a volte, perfino qualche settore delle Forze dell’Ordine (mentre il faro resta il vice Questore Re) tendono a ignorare o scoraggiare le segnalazioni di danneggiamento all’ambiente; nello specifico qui parliamo del mare, dello stravisamento della linea di costa, delle costruzioni abusive su aree demaniali marittime. Per chiudere voglio aggiungere una cosa importante: il mare, oltre a una funzione paesaggistica, di benessere elioterapico, di sport, di collegamenti, ha (anzi, dovrebbe avere) una grande funzione di educazione sentimentale. Di riconciliazione dell’uomo con la natura, ma anche di riconciliazione dell’uomo con gli altri uomini. Non dimentichiamo la storia dei nostri naviganti, degli espatriati, dei pescatori, dei morti in guerra su navi o sommergibili. A tal proposito continuiamo a registrare troppa sottovalutazione dei pubblici poteri per il Museo del Mare a Ischia Ponte. Tra i tanti Festival che si svolgono in Italia (non tutti di qualità) voglio citare un Festival speciale: il Festival del Viaggiatore, che si svolge in Veneto (quest’anno dal 20 settembre prossimo all’11 ottobre, tra Bassano del Grappa e Vicenza). Bene: nell’edizione 2025, suoneranno bravi musicisti il “violoncello del mare” e la “viola del mare”. Che particolarità hanno questi strumenti? Sono costruiti, sotto la guida di maestri liutai, da reclusi del carcere di Opera a Milano, con i residui lignei delle barche affondate degli emigranti finiti in mare in prossimità dell’Italia. Su questa bella iniziativa si erano già spesi il grande musicista Nicola Piovani, autore del “Canto del legno” per violino del mare e il grande maestro Riccardo Muti che, proprio a Lampedusa, fece suonare lo Stabat Mater con quegli strumenti del legno naufragato. Il mare può e deve rieducarci ai sentimenti, in un’epoca in cui sembra trionfare l’odio e la diffidenza verso gli altri.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.