MOBILITÀ O IMMOBILITÀ?

MOBILITÀ O IMMOBILITÀ?

E’ appena trascorsa la settimana europea della mobilità, evento nato per promuovere una sensibilizzazione sul tema degli spostamenti urbani. Per Ischia, come per tutte le isole, il problema della mobilità si arricchisce di un’ulteriore variabile: il trasporto marittimo. Due sono i quesiti a cui dovremmo sforzarci di rispondere, sgombri da pregiudiziali ideologiche, con sano realismo ma anche liberi da condizionamenti e convenienze meramente economiche. E di convenienze economiche parliamo quando trionfalmente snoccioliamo i dati statistici di arrivi e partenze con navi e aliscafi. Possiamo mai parlare di giusta mobilità quando in certe fasce orarie arrivano e partono, nel porto d’Ischia, tre-quattro aliscafi e due-tre navi? Con attese fuori del porto, con disagi a terra per l’assalto a taxi e microtaxi e alle decine di noleggiatori di moto? E’ giusta mobilità vietare l’ingresso sull’isola di auto e moto campane e poi consentire ad libitum i noleggi? Faccio tra l’altro notare che mentre le auto sono costrette a pagare pedaggio per la sosta, le moto parcheggiano gratis. E quanto a sicurezza, le moto appaiono anche più pericolose rispetto alle auto. E’ forse mobilità a terra quando, in alcune strade strategiche, gli autobus devono fare una difficoltosa gimkana per le auto in sosta e per la limitatezza dello spazio carrabile residuo? E’ facile, capita anche a me di prendermela con il trasporto pubblico e privato a terra e a mare, per le insufficienze, per la vetustà dei mezzi, per l’affollamento, per il caldo (o troppo freddo), per i cani nei saloni delle navi, per gli schiamazzi. Ma cosa facciamo per creare un sistema diverso? A partire dalla nostra educazione a vivere nel miglior modo possibile in una società massificata, in un turismo concentrato in pochi mesi, che crea tappi ed eccessi? Dice niente la parola “programmazione”? Mi si dirà che oggi è difficile programmare, perché i turisti scelgono e prenotano all’ultimo momento, cresce la pendolarità da week end, diminuisce il numero di giorni di permanenza, aumenta il turn over. Tutto vero, cambia – di conseguenza- anche la programmazione, che si deve necessariamente adattare e flessibilizzare. Ma è anche vero che oggi abbiamo strumenti di studi e applicazioni più avanzati, anche grazie all’intelligenza artificiale. Le statistiche (quelle vere, quelle elaborate, interpretate) ci devono aiutare a vivere meglio. E poi, naturalmente, dobbiamo decidere a fare scelte strategiche sul tipo di turismo che vogliamo. Non parlo di selezione di segmenti turistici (Ischia ha le caratteristiche per un ventaglio ampio di segmenti turistici). Parlo del fatto che dobbiamo scegliere tra un turismo di quantità che “invade”, non visita, e un turismo che “rispetta”, che sa di essere ospite (gradito) e non invasore. Un turismo che vuole divertirsi ma nella misura in cui il proprio divertimento non si traduce in fastidio per l’altro. Non è facile, lo so. E’ più facile a dirsi che a praticarlo. Ma la scelta è inevitabile. Antonio Coppola, storico rappresentante dell’ACI napoletana, ha detto chiaramente che non è più possibile parlare di mobilità privata con l’auto senza inserirla in un discorso complessivo di “mobilità responsabile collettiva pubblica e privata”. E’ un sistema inestricabile. I “movers” ovvero gli attori della mobilità devono ugualmente essere portatori di diritti e doveri, devono muoversi nella legalità, nel rispetto di uomini e ambiente. E, problema dei problemi, debbono sforzarsi di abbattere drasticamente gli incidenti stradali e la mortalità. L’ACI sponsorizza il Club della Legalità, a Ischia i volontari della Strada del buonsenso continuano nella loro azione di contrasto all’irresponsabilità stradale. Ecco, per ottenere legalità e buon senso nella mobilità è necessario che aggiorniamo e adeguiamo gli strumenti di studio e di risoluzione della mobilità, anche con l’Intelligenza Artificiale, ma ciò presuppone che migliori innanzi tutto l’intelligenza naturale collettiva.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.