INTERVISTA A PINO MAURO VERO INTERPRETE DELLA MUSICA CLASSICA NAPOLETANA
Abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrare ai nostri microfoni l’autore, cantante e interprete della musica napoletana Pino Mauro che ha celebrato più di mezzo secolo di carriera artistica nell’Area Mercato ieri sera, a partire dalle ore 20.30, con una straordinaria festa con un parterre d’eccezione artistico napoletano. La prestigiosa festa per il Maestro ha visto la partecipazione di Enzo Gragnaniello, Nello Daniele, Salvatore Somma, Lino Vairetti degli Osanna, Ivan Granatino, Veronica Simioli, Marco Zurzolo con il suo sax, Mavi, Gigi Finizio, Andrea Sannino e Franco Ricciardi. Ecco il resoconto della nostra piacevole chiacchierata
Stasera siamo con una leggenda vivente della musica partenopea Pino Mauro nella celebrazione dei 70 anni di carriera. Quale è l’emozione che sente?
Stasera provo una grandissima emozione e un ‘artista quando si esibisce è come se fosse sempre la prima volta con quel senso pathos della paura e dell’ansia fino a quando non scatena l’adrenalina sul palcoscenico. Con me ci saranno i più importanti artisti della musica di Napoli.
Tra gli anni settanta e gli anni di piombo si è sempre parlato di una sporta di rivalità tra lei e Mario Merola per lo scettro del Re della sceneggiata napoletana. Ci può dire la sua?
A prescindere che io nasco due anni prima e che questa rivalità è nata con le canzoni di cronaca. Io nasco come cantante neomelodico per poi cimentarmi in canzoni di storie di cronaca attraverso Giacomo Rondinella, Libero Bovio e Nello Viviani. Poi arrivo Mario Merola con la sua personalità artistica. Noi eravamo amici, leali e rispettosi l’uno dell’altro quindi nessuno invadeva la scena altrui. La rivalità l’ha creata il popolo.
Il treno del successo arriva con il primo disco, un 78 giri, inciso con Caterina Caselli.
Da una prima retribuzione di 500 mila lire nacque il primo 78 giri con la casa discografica di Caterina Caselli – la Compagnia Generale del Disco, CGD – che mi scritturò per tre mesi. Ricordo ancora molto bene che su una facciata del disco c’ero io con ‘Doje stelle só’ cadute’ di Sergio Bruni e sull’altra c’era Johnny Dorelli.
Alla domanda che riguardava al fatto che la canzone napoletana, senza cultura e più consumista, con larga scena al fenomeno neomelodico si astiene anche se da un accenno che “la musica classica napoletana continuerà a predirla e che per lui non esistono nel modo più assoluto i cantanti neomelodici senza specificare il loro spessore artistico e culturale.”
E ha sfatato anche l’espressione “stai sul tu e Pino Mauro” che non è assolutamente veritiera e priva di fondamento. Infatti si era sempre raccontato che ad un concerto dell’artista una volta a un suo concerto si era presentato solo una persona. A tal punto aveva proposto all’unico spettatore di andare a mangiare una pizza insieme. Ma di questa simpatica frase da oggi in poi sappiamo che è stata solo un proverbio napoletano che ha navigato da bocca a bocca senza consapevolezza.

