MELLUCCI, L’INGEGNERE CHE HA DATO FORMA ALL’ISOLA DI ISCHIA
Ci sono figure che
costruiscono opere e altre che costruiscono identità. Gioacchino Luigi Mellucci
(Napoli, 1874–1942) appartiene a entrambe. Ingegnere di primo piano dell’Italia
tra Otto e Novecento, Mellucci ha lasciato un segno profondo nell’isola
d’Ischia, contribuendo in modo decisivo alla realizzazione della litoranea e
alla trasformazione infrastrutturale del territorio.
Il suo nome è legato a opere che hanno segnato la
storia dell’architettura e dell’ingegneria italiane: le funicolari centrali di
Napoli e Capri, il Teatro Augusteo – realizzato in collaborazione con Pier
Luigi Nervi –, le Terme di Pozzuoli e di Agnano, il Palazzo di Giustizia di
Roma, il Palazzo della Provincia di Ravenna. Progetti diversi, uniti da una
visione moderna, capace di coniugare tecnica, funzionalità e rapporto con il
paesaggio.
Nel 2024, a Casamicciola Terme, un convegno
promosso dalle dottoresse di Discover Italia ha riportato al centro
dell’attenzione la figura di Mellucci, avviando un percorso di riscoperta
storica e culturale. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle
istituzioni e del mondo accademico, tra cui Giovanni Legnini, Commissario
straordinario del Governo per gli eventi sismici; l’architetto Alessandro
Castagnaro, docente dell’Università di Napoli; l’assessore regionale Casucci; e
il professor Giorgio Mellucci, nipote dell’ingegnere. La presenza del sindaco
di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, ha confermato il valore pubblico e identitario
dell’iniziativa.
A questo primo momento di riflessione è seguita,
nel 2025, una proposta concreta: il restauro della targa del progetto del 1926,
collocata sotto l’ex Pensione Morgera. L’iniziativa, avanzata dall’ex rettore
dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti insieme al cardiochirurgo Paolo
Napolitano, riguarda un documento materiale di grande valore simbolico, voluto
all’epoca dal presidente provinciale Salvatore Girardi e realizzato sotto la
direzione progettuale di Mellucci.
Intorno a questo percorso si è formata una rete
interdisciplinare che coinvolge anche il rettore Giuseppe Catapano,
dell’Accademia degli Studi Forensi di Napoli- AUGE, e la docente Imma
Canditone. Un contributo originale arriva inoltre dalla scrittrice napoletana
Alessia D’Antonio, autrice del romanzo Parisina, che propone di affiancare alla
memoria storica una restituzione narrativa capace di riportare Mellucci alla
dimensione umana, oltre quella tecnica.
Da qui prende forma anche la proposta di
intitolare una via a Gioacchino Luigi Mellucci. Un gesto simbolico, ma
fortemente identitario, che trasforma lo spazio urbano in luogo di memoria condivisa.
Perché una strada non è solo un tracciato: è un racconto quotidiano, un nome
che accompagna il vivere di una comunità.
Attraverso il dialogo tra ingegneria, istituzioni
e letteratura, la figura di Mellucci riemerge oggi in tutta la sua complessità.
Non solo come progettista, ma come uomo del suo tempo, interprete di una
visione che ha contribuito a dare forma all’isola. Una memoria che non guarda
al passato, ma continua a costruire futuro.
Arch. Alfredo Frattino

