ESPOSTO PUBBLICO CONTRO LA GESTIONE DELLA MARINA DI FORIO. LE RISPOSTE TRA SINDACO E PRIVATI
Dopo la lettera pervenutaci in redazione il 21 marzo e dopo la nostra pubblicazione, il Sindaco di Forio, il Dott. Stanislao Verde ci inviò questa risposta:
“Se dovessero inviarci una richiesta formale e sottoscritta, potremmo convocarli per un incontro e valutare un adeguamento sia delle tariffe sia del numero di posti barca destinati ai residenti, allineandoli a quelli praticati negli altri porti. Ritengo però che tale soluzione difficilmente sarà accolta con favore, considerando che negli altri porti i residenti sostengono costi significativamente più elevati e dispongono di una quota di posti decisamente inferiore.”
Di seguito la risposta del mittente:
“Signor Sindaco, colleghi consiglieri,
qui non si tratta più di promesse o di
disponibilità a valutare: qui si tratta di prendere posizione.
Negli altri comuni i posti barca per i residenti
sono anche inferiori, è vero. Ma lì esistono regole chiare, controlli seri e
criteri trasparenti. E soprattutto i cittadini, pur pagando anche di più,
ricevono servizi efficienti, infrastrutture adeguate e banchine realmente
fruibili.
A Forio, invece, la realtà è ben diversa. La
percezione — sempre più diffusa tra i cittadini — è che negli anni si sia
favorito il privato, sottraendo spazi e opportunità alla collettività. Le banchine,
che dovrebbero essere un bene pubblico, oggi non sono più vissute come tali.
E allora la domanda è semplice: da che parte sta
questa Amministrazione?
Perché, ad oggi, non si vedono risultati concreti
a favore dei cittadini foriani. Si vede piuttosto una continuità nelle scelte
che privilegiano interessi particolari, mentre i residenti — soprattutto quelli
più in difficoltà — restano indietro.
Noi chiediamo un cambio di rotta chiaro.
Se il Sindaco ha il coraggio politico di farlo,
segua esempi concreti già presenti sul territorio, come quello del Sindaco di
Giacomo Pascale: destini il pontile B ai cittadini foriani, a prezzi
accessibili.
Ma lo faccia subito.
Non il prossimo anno. Non con tavoli, incontri e
rinvii. Subito.
Perché i cittadini non hanno bisogno di parole, ma
di decisioni.”

