LACCO AMENO RICORDA I SUOI 33 CADUTI. DAI BAMBINI UN MESSAGGIO CHE GUARDA AL FUTURO: «MAI PIÙ GUERRA, VOGLIAMO LA PACE!»

LACCO AMENO RICORDA I SUOI 33 CADUTI. DAI BAMBINI UN MESSAGGIO CHE GUARDA AL FUTURO: «MAI PIÙ GUERRA, VOGLIAMO LA PACE!»

Nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Sindaco Senatore Domenico De Siano ha richiamato il valore della memoria, della libertà e della responsabilità verso le nuove generazioni. Emozionante la testimonianza degli alunni della Scuola Principe di Piemonte

Il 4 novembre, a Lacco Ameno, è stato un momento di raccoglimento per ricordare quanti hanno sacrificato la propria vita e, al tempo stesso, un’occasione per interrogarsi sul valore della pace e sul futuro delle nuove generazioni. La celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate si è svolta nella mattinata del 4 novembre, alle ore 11, nella Basilica di Santa Restituta. La commemorazione è poi proseguita presso il monumento ai Caduti, alla Torre Municipale, con la deposizione di una corona di alloro. Al centro della cerimonia, il ricordo dei 33 figli di Lacco Ameno caduti nelle due guerre mondiali: 16 nella Prima Guerra Mondiale e 17 nella Seconda.

Trentatré uomini che lasciarono le proprie case e le proprie famiglie, senza più fare ritorno. Nomi che appartengono alla storia della comunità e che continuano a rappresentare una testimonianza del prezzo pagato per la libertà. Nel suo intervento, il Sindaco, Senatore Domenico De Siano, ha sottolineato il significato della ricorrenza e il dovere di custodire la memoria collettiva. «Il 4 novembre è una giornata che ci invita a guardare alla nostra storia con rispetto e consapevolezza.

Dietro il nome di ogni Caduto ci sono una vita, una famiglia e una comunità che ne ha custodito il ricordo. Ricordarli è una responsabilità verso le nuove generazioni. La libertà, la pace e l’unità nazionale sono valori che vanno custoditi e difesi ogni giorno». Il Sindaco ha inoltre rivolto un pensiero riconoscente alle donne e agli uomini delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, riconoscendone il ruolo e l’impegno quotidiano al servizio del Paese. Ma uno dei momenti più significativi della mattinata è arrivato dalle parole dei bambini della Scuola Principe di Piemonte.

Attraverso i loro lavori e le loro testimonianze, gli studenti hanno restituito alla celebrazione una prospettiva diversa: quella di chi non ha conosciuto la guerra, ma può comprenderne il significato attraverso la memoria e l’educazione. «Perché il futuro appartiene a chi sa amare, a chi tende la mano e impara a perdonare». Parole semplici, ma capaci di racchiudere un messaggio universale.

Nella Basilica di Santa Restituta, i ragazzi hanno ricordato il valore della Patria, dell’Amore, del Coraggio e dell’Eternità, trasformando il ricordo dei Caduti in un messaggio rivolto al domani. Poi il loro grido corale, forte: «MAI PIÙ GUERRA! VOGLIAMO LA PACE!» Un messaggio che ha particolarmente colpito il primo cittadino, il quale ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro degli alunni e per l’impegno della scuola e dei docenti. «Le parole dei bambini mi hanno particolarmente colpito. Nei loro lavori ho ritrovato il significato più autentico di questa giornata: trasmettere la memoria e trasformarla in consapevolezza. Ringrazio la scuola e i docenti per la dedizione con cui accompagnano i nostri ragazzi nella crescita. Educare significa trasmettere i valori della libertà, del rispetto e della pace. Il loro “Mai più guerra, vogliamo la pace” è un messaggio che noi adulti abbiamo il dovere di raccogliere».

Alla cerimonia hanno preso parte anche delegazioni dei Carabinieri, della Guardia Costiera e della Polizia Municipale, in rappresentanza delle istituzioni e di quanti, attraverso il proprio servizio, contribuiscono quotidianamente alla tutela della sicurezza e della collettività.

La giornata ha così riunito due dimensioni della stessa responsabilità: quella di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e quella di educare chi dovrà custodirla domani.

Perché la memoria non può esaurirsi in una cerimonia, così come la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni. Deve diventare cultura, rispetto, capacità di dialogo e impegno quotidiano.

La pace non è soltanto un valore da celebrare, ma una responsabilità da costruire ogni giorno.

79 Visualizzazioni
Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società