Circuiti di violenza invisibile
La violenza psicologica è ogni tipo di violenza fisica, psichica, economica e sessuale all’interno di una relazione affettiva o di una relazione.
La violenza domestica viene agita prevalentemente tra le mura domestiche, nell’ambito ritenuto più sicuro.
Nella definizione di violenza domestica sono comprese molteplici e variegate azioni e comportamenti che mirano tutti all’affermazione del potere e del controllo sull’altra persona, sul suo agire e pensare.
Può succedere a chiunque di essere vittima di violenza domestica indipendentemente dall’età, dal genere e dalla nazionalità. La violenza di genere non si limita solo agli abusi fisici ma può anche essere verbale, emotiva, psicologica, finanziaria e sessuale.
Purtroppo in questo circuito si includono una serie di comportamenti: la violenza psicologica ed emotiva; la violenza fisica e sessuale; l’uso della coercizione, di minacce e di intimidazioni; l’isolamento; la minimizzazione e la negazione di colpe; l’utilizzo strumentale dei bambini; l’uso dei privilegi maschili; la violenza economica il potere familiare, esempio la suocera che vuole prevalere sulla nuora utilizzando offese e bugie volte al suo potere educativo da madre dei figli maschi nonché nonna dei nipoti, contrastando la vita matrimoniale dei figli. Non a caso molti matrimoni finiscono a causa dei suoceri invadenti.
Queste forme di violenza non sono isolate le une dalle altre ma si verificano spesso.
La violenza non si manifesta sempre apertamente, è spesso subdola e generalmente segue un ciclo chiamato “tunnel della violenza”.
La legislazione sulla violenza domestica varia in base al paese. In Italia i maltrattamenti in famiglia sono considerati un reato e sono quindi presenti delle norme che tutelano le vittime di violenza ma non sono attuati purtroppo.
La psichiatria definisce questa violenza come “perversa”, una vera e propria distruzione, molto insidiosa perché è molte volte indiretta.
La persona viene fatta a pezzi, in maniera costante e ripetuta, attraverso gesti e parole di disprezzo, umiliazione e discredito. L’aggressore, scarica sugli altri le proprie frustrazioni, evitando così ogni responsabilità e conflitto interiore. E umilia continuamente chi ha vicino.
L’abuso psicologico si realizza attraverso affermazioni terse a umiliare con le minacce velate, critiche e derisioni indirizzate all’aspetto fisico della vittima, alle sue iniziative e alla sua personalità, cultura, accuse spropositate, il tutto nascosto sotto atteggiamenti affettuosi finti e volti a disorientare la vittima perché, evidentemente, è difficile diffidare di qualcuno che ti insulta per tutto il tempo ma poi sostiene di amare profondamente.
Questa è una tipologia perversa e legata ai disturbi dei soggetti violenti in grado di provocare gravissime sofferenze a chi la patisce, sofferenze molto difficilmente dimostrabili in un’ottica giudiziaria, ma non per questo meno reali, meno autentiche e meno pericolose.

