Le malelingue: «Chi nasce favs non pò murì sicer» (Chi nasce falso non può morire sincero)
Il meccanismo funziona in questo modo: c’è una persona ipocrita che crea un pettegolezzo affinché venga diffuso dal pettegolo ingannando l’onesto che a sua volta ci crede senza problemi.
L’epidemia delle voci di corridoio termina solo quando, finalmente giungono alle orecchie delle persone intelligenti, a quelle persone superiori che non rispondono né danno retta a ciò che non ha senso.
Certe volte le parole possono far male più di qualsiasi altra cosa, anche più del male fisico. Si tratta di un lungo tunnel che si ferma solo appena raggiunge le orecchie delle persone intelligenti.
I pettegoli non conoscono la felicità; sono troppo occupati a camuffare le loro amarezze i loro disagi psichici, con attività superflue che affermano inutilmente la loro bassa autostima. Il tema della psicologia dei pettegolezzi e delle voci di corridoio è molto contemporaneo.
Pensiamo, ad esempio a quanto velocemente si diffonde una notizia fondata o infondata sui social network. Internet è un vero e proprio cervello in cui i dati vivono per nutrirci con informazioni che non sono sempre veritiere o solidali nei confronti degli altri.
Chi parla male di qualcuno, di solito, parla male di tutti perciò, a poco a poco, le malelingue fanno terra bruciata intorno a se stesse.
Nel bene e nel male la nostra vera natura, prima o poi, si manifesta apertamente e chi ha sofferto per ingiuste dicerie e avrà di certo la sua rivincita. L’onestà e la correttezza pagano sempre!
Si sa che un’accusa rivolta a un assente, all’insaputa dell’accusato, è accreditata da una sola parte, senza contraddittorio. Purtroppo la falsità è un difetto inaccettabile. Nessuno ammetterà mai, nemmeno sotto tortura di essere un ipocrita o un falso. I difetti che si ammettono sono sempre gli stessi patetici tre o quattro: il troppo orgoglio, la troppa sincerità, l’ abitudine al non piegarsi mai ed andare sempre per la propria strada e via dicendo con le menzogne.
C’ è anche da dire un’altra cosa: se un falso ammettesse di essere un falso, sarebbe sincero e di conseguenza si verrebbe a generare una contraddizione in termini, un paradosso, una vera e propria antinomia. “Il paradosso de mentitore”.
L’aspetto più triste dell’ipocrisia e dell’inganno è che spesso non provengono dai nostri nemici o da persone sconosciute.
Purtroppo è attualmente una tendenza umana che ci insegna a non fidarci di chi riteniamo sia falso allontanando quindi l’inadeguatezza.

