Napoli: la prima città d’Europa che cacciò i Nazisti
Le “Quattro Giornate di Napoli” sono state un capitolo della Storia europea e napoletana importantissime per il loro valore morale e sociale. Il popolo napoletano in rivolta, negò ai tedeschi il piano di deportazione a Napoli e avviò una serie di sommosse per la liberazione, grazie al coraggio dei napoletani e delle napoletane che affrontarono con fermezza le truppe tedesche.
La rivolta cominciò con prime manifestazioni studentesche,il primo settembre, qualche giorno dopo, in via Foria, alcuni agenti della pubblica sicurezza reagirono al tentativo tedesco di disarmarli ed alcuni cittadini si scontrarono con le truppe della Wehrmacht. Fu il 10 settembre 1943 che il primo vero scontro fece 3 marinai e 3 soldati tedeschi come vittime. La risposta nazista non tardò e i tedeschi diedero alle fiamme una parte della Biblioteca Nazionale e cominciarono a sparare sulla folla.
La data spartiacque fu però quella dell’11 settembre quando il Colonnello Scholl assunse il controllo delle truppe tedesche e proclamò il coprifuoco. Il 12 settembre, la fucilazione di Andrea Mansi sulle scale della “Federico II”, segnò la condanna degli occupanti nella città di Napoli.
I napoletani disgustati dalla situazione iniziarono a rubare armi e ad organizzarsi per la rivolta e la cacciata dei Tedeschi. Il 27 settembre fu la data dei conflitti aperti. Al Vomero un gruppo di napoletani armati fermarono un’auto tedesca colpendo a morte il maresciallo che era alla guida. Un tenente dell’esercito italiano, con 200 civili in rivolta, assaltò l’armeria di Castel Sant’Elmo conquistandone le armi. Cominciarono la liberazione con la forza di molti prigionieri e, nonostante la superiorità dei mezzi tedeschi, i napoletani resistevano e combattevano.
Mentre la Wehrmacht continuava i bombardamenti, avvenne l’incontro tra Walter Scholl ed il tenente Enzo Stimolo. I Tedeschi lasciavano la città senza problemi in cambio della libertà di tutti i prigionieri tedeschi, portati al Campo Sportivo Littorio. Nonostante l’accordo, il 30 settembre le truppe tedesche diedero alle fiamme i fondi dell’Archivio di Stato di Napoli, ma mentre il primo ottobre facevano il loro ingresso le Truppe americane, Napoli fu la prima città in Europa a combattere per la libertà, con dignità e coraggio e sacrificio umano, liberandosi definitivamente dal giogo tedesco.

