I giovani e i social

I giovani e i social

Ci si pone mai la domanda del “Come mai i giovani passano tanto tempo sui social ed hanno così tanta voglia di apparire?”.

Prima di poter rispondere a questa domanda, bisognerebbe scavare nel profondo di ogni singolo.

Spesse volte, soprattutto ad oggi, molti ragazzi principalmente adolescenti passano gran parte della giornata attaccati ad un cellulare, sempre pronti a rispondere ad un commento o a pubblicare le foto appena scattate. Nella società attuale se non ci si adatta allo stile di vita e al pensiero della maggioranza, o meglio dei propri compagni in questo caso, si viene etichettati come diversi e quindi esclusi da quel determinato “campo”, come lo definiva Bourdieu.

I giovani, ad oggi anche i meno giovani, tendono a vivere una vita parallela, tra quella reale e quella virtuale. Ma è giusto dividere le “due vite”? Quella virtuale non può essere anche reale? Forse questa domanda susciterà dei conflitti nel lettore o semplicemente sorgeranno altri interrogativi a cui dare risposta. Chi può dire cosa è giusto o sbagliato? Ovviamente esistono delle norme morali a cui si rifà ogni singolo essere dotato d’intelletto.

Ritornando alla questione giovani-social, cosa ne pensate del fatto che questi passino gran parte della giornata appiccicati col viso su uno schermo? E’ scontato dire che l’uso eccessivo di questo mezzo può recare danni oggettivi alla mente e al fisico di chi ne abusa. Galeno asseriva che “E’ la dose che fa il veleno”, ovvero ogni eccesso porta al decesso. Vivere una vita esclusivamente virtuale porta a perdere quel capitale sociale a cui tutti noi ci siamo approcciati fin dalla nascita, l’interazione face-to-face e il contatto fisico-visivo con l’altro.

Diciamo che i social sono un’arma a doppio taglio. Essi danno la possibilità d’espressione a tutti. Il più delle volte internet diventa un mezzo pericoloso in cui molti tendono a sfogare le proprie frustrazioni. Poi ci sono quelli, che chiamo esecutori, che incitano al cyberbullismo, alla violenza mentale, quella violenza che Bourdieu chiamava “simbolica”, con cui si mette alla gogna il proprio “nemico”, il più delle volte attraverso pubblicazioni di informazioni intime, foto o video, come è purtroppo capitato a Tiziana Cantone. Non dimentichiamoci delle catene di morte, come il Blu Whale, un finto gioco condiviso principalmente da bambini. In pratica il gioco consisteva nel superare dei livelli che venivano assegnati dall’utente mascherato, dall’identità nascosta, e per vincere l’ultimo livello bisognava mettere fine alla propria vita, suicidandosi.

Quindi l’uso incontrollato dei social può essere davvero pericoloso, soprattutto quando questo viene utilizzato dai più indifesi.

Sui social si può trovare davvero di tutto. E’ un mondo globalizzato a tutti gli effetti. Ci sono anche quelli che per ottenere un po’ di visibilità e voglia di accumulare “like” si spogliano in diretta o pubblicano foto seminude, facendo alludere a ben altro. Addirittura su alcuni siti vengono sponsorizzati, non solo prodotti che tendono ad influenzare l’utente all’acquisto, ma anche prestazioni fisiche. Ad esempio sulla nota applicazione Tik Tok, utilizzatissima tra i giovanissimi, molti tendono a pubblicizzare altri siti come Onlyfuns, in cui questi ultimi vendono il proprio corpo per danaro. Vi è una vera e propria forma di prostituzione virtuale. Però è importante non fare di tutta un’erba un fascio, ma cercare di capire come mai molti arrivano a questo estremo. Forse perché si sentono soli? Vivono una situazione di disagio sociale ed/o economico? I genitori che ruolo hanno in questa realtà? Non riescono a vedere cosa fanno i loro figli? Iniziamo col dire che essere genitori non è facile, ma bisogna stare molto attenti ad affidare dei mezzi così potenti a ragazzini di una certa età. Internet è un’arma a tutti gli effetti. E’ anche vero che, ad oggi, sembra quasi impossibile allontanare i giovanissimi dalle tecnologie, essendo nati nell’era digitale, in cui si può ottenere tutto e subito con un click, all’istante, come leggere un libro (e-book), controllare il libretto scolastico, effettuare prenotazioni mediche e analisi, acquistare una vivanda e tanto altro ancora.

Ciò che si può notare sono le varie sfaccettature dei social. Mentre arricchiscono il sapere del singolo, allo stesso tempo lo distruggono. C’è tanta solitudine, soprattutto tra i più giovani, dove è venuto a mancare quell’empatia che si può avvertire solo da vicino. Probabilmente i social sono diventati il mezzo del riscatto, dove anche i più timidi nella vita reale possono dar sfogo al loro essere in quella virtuale. D’altronde ogni individuo ha la necessità di sentirsi esistere, “Se io lascio il segno esisto!”. Ognuno di noi vuole sentirsi l’ombelico del mondo, il centro dell’universo di qualcuno e il più delle volte, soprattutto i più giovani, cadono nell’errore per un attimo di finta felicità. Per prevenire le cadute è importante una buona educazione all’uso dei social e soprattutto che la vita vera è davvero meravigliosa.

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