Bullismo: brutta piaga italiana
Sono sempre di più, purtroppo, gli episodi di cronaca che si riconducono al bullismo. Lesioni, soprusi, umiliazioni, minacce rivolte a professori e presi in giro in maniera offensiva mentre la classe li video-riprende, ragazzini presi a calci, adolescenti arrestati per gravi comportamenti nei confronti dei più deboli.
Definire questo fenomeno diviene un’impresa sempre più complessa a causa delle innumerevoli forme che si sviluppano con l’avanzare della tecnologia e il cambiamento continuo della società.
Tuttavia la comunità scientifica è concorde nell’identificare il bullismo come una qualsiasi forma di comportamento offensivo o aggressivo messo in atto da un singolo o da un gruppo (il bullo), ripetutamente e intenzionalmente a danno di uno o più individui (la vittima) con lo scopo di esercitare potere o controllo appunto sulla vittima.
Il comportamento, deve essere intenzionale e non casuale, programmato in modo sistematico e ripetuto e attivare un’asimmetria o disequilibrio di potere tra il bullo e la vittima.
Gli aiutanti del bullo, sono i sostenitori, ovvero chi non agisce direttamente, ma sostiene i prepotenti con incitamenti e azioni indirette sulla vittima, sono gli spettatori neutrali, vale a dire coloro che osservano senza intervenire, i difensori della vittima e il leader che può essere il prevaricatore stesso, un suo aiutante oppure una figura determinante nell’andamento della prepotenza, considerando il suo carisma e autorità totale nel gruppo.
Solitamente le situazioni di bullismo accadono all’interno del contesto scolastico o in ambienti in cui sono frequenti contatti tra pari. Si inseriscono, infatti, in dinamiche relazionali tra ragazzi come forma complicata di comportamento sociale.
Seppur questa sia la forma di bullismo più nota, recentemente e purtroppo,e sempre più frequentemente, si sono verificate forme di violenza verso figure autorevoli come insegnanti, forze dell’ordine, educatori e in generale coloro che dovrebbero esercitare una leadership positiva sul giovane, ma anche su fratelli, colleghi, soggetti di altre etnie per principi di razzismo o situazioni di omofobia. I contesti di azione si allargano quindi oltre le strutture educative, intaccando la sfera famigliare, lavorativa (mobbing) e il web (cyberbullismo).
Le manifestazioni possono essere differenti e più o meno identificabili poiché coinvolgono vessazioni dirette fisiche pugni, calci, schiaffi, spintoni e verbali ingiurie, ricatti, intimidazioni, anche indirette, quelle che colpiscono la sfera intima e psicologica della vittima fino a creare numerosi squilibri della sfera emotiva tanto da portare la vittima al suicidio.

