Germania e Francia, stop all’esportazione delle mascherine
Polemiche tra i Paesi dell’Unione Europea dopo la decisione della Germania e della Francia di bloccare l’esportazione di materiale sanitario, tra cui le mascherine, agli altri Stati. Una decisione presa in vista del previsto aumento del numero dei contagiati sul suolo tedesco. I contrasti si sono palesati durante il consiglio straordinario dei ventisette ministri della Salute, che si sono riuniti d’urgenza a Bruxelles.
Soprattutto Italia, Belgio e Olanda hanno criticato l’atteggiamento protezionistico di Francia e Germania, in barba a ogni presunta collaborazione o solidarietà, dimostrando le grosse crepe nell’edificio dell’UE.
Secondo il ministro belga della salute Maggie De Blook «un blocco delle esportazioni fra gli Stati membri non è nello spirito dell’Unione europea», mentre Roberto Speranza, il nostro ministro della Salute, ha sottolineato che adesso serve dimostrare davvero la «solidarietà» e la «collaborazione» tra i Paesi membri, in modo da risolvere i problemi sul tavolo, dicendo basta alle sole parole Un coordinamento europeo, secondo Speranza, è necessario perché «non tutti i Paesi avranno bisogno di mascherine nello stesso momento».
Anche Olanda e Spagna hanno polemizzato con l’atteggiamento franco-tedesco, affermando che la decisione di proibire le esportazioni di materiale medico metterebbe la solidarietà europea a rischio.
A sera è poi arrivato l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella: «L’Italia – ha dichiarato il Presidente – sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del Coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione». Una vera e propria rampogna che il Presidente italiano ha rivolto ai comportamenti di quelli che dovrebbero essere i primi alleati contro il nemico comune. Parole dure quelle di Mattarella, che mettono il sigillo a una brutta giornata per l’Europa, e non soltanto per le polemiche e gli ostracismi: la Banca centrale europea ha, infatti, deciso di non ridurre i tassi d’interesse, come sperava il nostro Paese.
La Borsa di Milano ha così chiuso col suo peggior risultato storico e lo spread è schizzato. Se l’Europa vuole avere un futuro, spettacoli come quelli di oggi non dovranno ripetersi, altrimenti i nazionalismi protezionistici dovranno gettare la maschera, anzi la mascherina.

