Quante storie. Ischia e il turismo

Quante storie. Ischia e il turismo

Si dovrebbe raccontare di una isola felice, di un luogo dove il tempo scorre tranquillo, dove gli unici rumori dovrebbero essere le cicale o il fruscio degli alberi. In riva al mare si dovrebbe ascoltare il dolce suono dell’acqua che scivola sulla battigia. Gli odori dovrebbero essere quelli della terra con essenze di fiori impollinati dalle api, oppure sentire quel forte odore di iodio che fa tanto bene ai nostri polmoni.

Si dovrebbe.

L’isola d’Ischia è tutto questo tranne che a luglio e agosto, due mesi che diventano infernali in cui la pace è interrotta dal rumore delle auto, dalla gente che urla, dai litigi e dai gruppi solitari di bambini che non dormono di notte.

Ah, dove sono finite quelle estati tranquille dove i ragazzi si accontentavano di poco e si riunivano attorno a un falò a suonare e cantare con una chitarra. Nascevano i primi amori, le prime storie estive e le grandi amicizie.

Oggi ci si incontra ancora così, ma la musica è diventata assordante, alcolici e sostanze a buon mercato sono sempre più frequenti tra i giovani, una libertà fuori controllo.

Ischia abbandonata da alcuni politici che non tengono a cuore le sorti dei cittadini, che pensano alle sagre e non a cose più importanti.

Ci troviamo a luglio, in piena stagione turistica, le presenze aumentano di giorno in giorno, aumenta il traffico come se non bastasse il nostro.

Ci facciamo una passeggiata per Forio, il comune più esteso dell’isola, oddio che sta succedendo? Strade lunari, lavori e transenne in ogni dove, spazzatura abbandonata da incivili ovunque, traffico in tilt e, non ultimo, è stata chiusa la baia di Sorgeto per lavori di manutenzione straordinaria. A luglio? Cose dell’altro mondo! C’è stato un inverno intero per mettere in sicurezza quel luogo, che oggi ci si arriva solo via mare e senza un parco boe che delimitano l’ancoraggio.

Forio.

Proprio qui, a Cava dell’isola dovrebbe essere interdetta, il rischio di una grossa frana potrebbe essere alle porte, le forti piogge di quest’inverno hanno compromesso la stabilità del costone tufaceo. Le frane accadono quando il terreno è secco e non viceversa.

Via Giovanni Mazzella, un susseguirsi di transenne di pericolo crollo lungo il marciapiede che collega il centro del paese a Citara, la spiaggia più rinomata dell’intera isola, voragini che fanno vedere cosa ci sia dietro i muretti e la famosa passeggiata dei Poseidon che da 8 anni aspetta di essere aggiustata.

Povera Forio, cosa hai fatto per meritarti tutto questo accanimento, tu che ci hai dato i natali, tu che hai fatto la storia, tu che hai dato ospitalità a tanti illustri personaggi, tu che sei stata la culla della cultura, “Tu bellissima Tu”. Che strazio vederti così.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società