Il caso Beccaglia ha sollevato un enorme clamore mediatico
La giornalista, fuori lo stadio dell’Empoli, mentre attendeva l’uscita dei tifosi della fiorentina, ha subito una molestia in diretta tv da parte di un tifoso sconsiderato che le ha dato uno schiaffo sul sedere, mentre altri le urlavano dietro. Il tutto, in diretta e senza difesa alcuna, nemmeno dal giornalista che conduceva in studio la trasmissione.
La donna offesa, che, giustamente denuncia, il giornalista sospeso perchè ha preso un poco troppo alla leggera la questione, il tifoso autore del fatto che alla fine si scusa aggiungendo addirittura che la moglie non è gelosa. Opinioni differenti si scontrano sul campo. Chi sostiene che la cronista abbia sapientemente utilizzato l’accadimento per farsi un bel po’ di pubblicità, chi reputa il gesto semplicemente una goliardia da stadio, chi ritiene che il giornalista che ha pronunciato le parole ” non te la prendere”, sia stato giustamente sospeso, chi, di contro, vede la misura sanzionatoria come eccessiva. Violenza sessuale? Molestie? Daspo? Si dibatte di ogni aspetto possibile concernente questa storia.
Tuttavia, al di là dal clamore, al di là della pubblicità, ci sono delle certezze: nel 2021 una donna, bella, brutta, nota o sconosciuta che sia, deve poter decidere lei da chi e quando farsi toccare il fondo schiena. Purtroppo esiste ancora gente che crede di vivere nella giungla e che, trovandosi nel branco, magari dopo una partita di calcio, si sente autorizzata a dare uno schiaffo sul primo sedere femminile che gli sfila davanti. Sicuramente tra il palpeggiamento e il violentare una donna c’è una forte differenza, fisica innanzitutto.
Ma il senso è purtroppo stesso: Il palpeggiamento è comunque un atto lesivo della libertà di autodeterminazione ai fini sessuali, pertanto va punito, ovviamente in proporzione all’offesa arrecata.
Il daspo? Beh una misura inflitta al tifoso autore del fatto che poco c’entra con un gesto simile.
A ogni buon conto, al di là della qualificazione giuridica dell’accadimento, al di là del clamore mediatico, ciò che conta è che a oggi non siamo ancora in grado di comprendere che certi gesti, per quanto fatti con superficialità o con spirito goliardico che dir si voglia, feriscono l’indole femminile, mancano di rispetto e autorizzano implicitamente a commetterne di peggiori, pertanto vanno sapientemente puniti.

