Le ipocrisie ambientaliste
Tra gli ecologisti le idee più insensate sono quelle che suscitano più applausi anche a livello di governanti che spesso le sostengono per puro interesse elettorale
I netturbini di Roma a cui viene elargito un premio di produttività per svolgere il loro lavoro senza sapere poi come verrà smaltita la spazzatura; gli enormi giacimenti di gas del Mare Adriatico inutilizzati per inseguire l’ideologia “No Trivelle”; il territorio invaso da pale eoliche e pannelli solari che deturpano il Paesaggio alla presuntuosa ricerca di energie alternative di immediato utilizzo che non potranno mai soddisfare il nostro fabbisogno; tradizioni ed eccellenze artigianali (vedi i maestri vetrai di Murano o il settore delle ceramiche) che si apprestano a chiudere a causa dello spropositato aumento delle bollette di luce e gas.

Sono solo alcuni esempi di una cattiva politica e di una cattiva informazione. Quando l’ottusità ideologica incrocia l’ignoranza condivisa sulle conoscenze scientifiche, l’effetto è letale.
Al contrario la buona politica e la buona informazione devono riuscire ad avere il sopravvento sulla tecnocrazia che è lontana mille anni dal paese reale e dai problemi della gente. Burocrati e tecnocrati incapaci di assumere decisioni ragionevoli nell’interesse del popolo; molto più propensi ad assecondare faraonici piani di spesa per presunte e non chiare conversioni ecologiche. Molto spesso interessati solo a tutelarsi dalle indagini dei Tribunali.
Basti pensare alla demenziale riforma del Codice della Strada che all’art. 10 disciplina i trasporti in condizioni di eccezionalità. Ebbene, secondo questo articolo un’azienda che debba trasportare ad esempio rotoli di acciaio, è costretta ad utilizzare 4 Tir quando potrebbe caricare tutto su uno solo. Lo capisce anche un bambino che quattro tir inquinano di più.
Ci sono parlamentari che sono convinti che produzioni che rappresentano l’eccellenza italiana, come ad esempio quello delle piastrelle, possono essere alimentate con le energie rinnovabili!
Come afferma Sgarbi il “Paesaggio è lirica”. E noi lo stiamo massacrando con campi sterminati di grigi pannelli solari. Prodotti in gran parte dai cinesi facendo ricorso ai combustibili fossili (previsto un aumento per i prossimi anni delle centrali a carbone).
La gente viene in Italia per ammirare i nostri panorami non le pale eoliche che distruggono i suoli, gli ulivi, le viti, cioè il Paesaggio italiano.
Con le parole di Tom Hanks nel film Apollo 13 di Ron Howard potremmo dire “Houston abbiamo un problema”: se rinunciamo all’improvviso ai combustibili fossili (cosa che non faranno né Cina né USA che fessi non sono) come prescritto dagli impegni europei, abbiamo chiuso sia come famiglie che pagano le bollette sia come Paese industrializzato.

