Consueto appuntamento con “Pillole di Storia”, oggi parliamo di San Rocco a Barano

Consueto appuntamento con “Pillole di Storia”, oggi parliamo di San Rocco a Barano

La statua lignea di San Rocco a Barano, risale alla seconda metà del XVII secolo. Misura 145 cm di altezza, per 50 cm di larghezza.

Opera di ignoto scultore di ambito napoletano, legato a schematizzazioni di gusto tardomanierista. Gli occhi di vetro sono stati aggiunti in epoca posteriore all’esecuzione della statua. L’ultimo restauro risale al 1976, effettuato dai fratelli Lebro, Napoli.

San Rocco è conosciuto come il Pellegrino errante. Partiamo dall’analisi dell’abbigliamento e dei relativi significati. Il Santo di Montpellier, nell’iconografia cristiana, è raffigurato con un tabarro (mantello) e un tabarrino, cioè una mantellina che lo avvolge a 360 gradi. Il compito di quest’ultimo era quello di protezione di tronco e spalle. In suo onore, prenderà il nome di sanrocchino. Al collo, il laccio che sostiene il cappello che è posto di spalle. Sul tabarro vediamo due conchiglie che servono ad attingere l’acqua durante gli spostamenti, oltre che simboleggiare il cammino di Santiago. Il Santo indica la piaga della peste della quale si ammalò o, secondo altri, l’incisione dei chirurghi dell’epoca per cercare di combatterla. Accanto troviamo un cane con del pane in bocca. Secondo la tradizione cristiana, il cane rubava un po’ di pane al padrone ricco, per portarlo al Santo malato.  La razza è l’Épagneul breton, anche se sono presenti altre razze talvolta, a simboleggiare più il rapporto di amore e di fedeltà, che la razza canina. Il bastone sempre con lui e, a Barano, sulla sommità, viene posta spesso una pigna d’uva, in quanto protettore anche dei contadini, così come è patrono degli assicuratori ed anche dei contagiati, emarginati, viandanti e pellegrini, operatori sanitari, farmacisti, volontari, cani, protettore delle ginocchia e delle articolazioni. Per la vita, ci sarà un nuovo post.

Curiosità: San Rocco risulta tra i santi più venerati e invocati contro la pandemia di covid19.  #sanrocco #barano #ischia

Fonte: beni culturali

Integrazioni: Ivano Di Meglio

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.