Aquilino Ruberto è tra gli ultimi grandi highlanders arrotini. La sua storia

Aquilino Ruberto è tra gli ultimi grandi highlanders arrotini. La sua storia

Di origine molisane, apprende il mestiere dal padre Michele Ruberti. Avete letto bene Ruberti con la “i”, poiché, a causa di un errore di trascrizione all’anagrafe, gli fu mutata la “i” in “o”. Questa sembra essere una costante che accompagna la vita del vecchio e saggio artigiano.

“Ho quattro figlie: Domenica, Brigida, Sandra, e Flavia. Sandra, clamorosamente fu trascritta all’anagrafe col nome di Sandro. Ho dovuto richiederne la modifica, altrimenti me l’avrebbero chiamata pure a fare il soldato (e ride)”.

Come diversi giovani dell’epoca, Aquilino praticò diversi lavori, tra cui quello di calzolaio e quello di barbiere. Non è molto ottimista circa il futuro delle prossime generazioni. “È un lavoro che nessuno vuole più fare. Nessuno vuole più fare la gavetta. Nessuno vuole apprendere un mestiere che è molto utile e molto delicato allo stesso tempo”.

Nel mentre che parla, affila coltelli grazie alla sua mola, la quale mi ricorda un dettaglio storico molto importante. Storicamente sono le pietre della Molara ad essere state usate per affilare lame o altri oggetti (non sempre). La varietà adatta a questo scopo, molto dura e nello stesso tempo molto vescicosa, piena di bollicine vuote ravvicinate, si trova soltanto in certi livelli che sono distribuiti, tuttora qua e là reperibili, per tutta l’estensione indicata. (Claude Albore Livadie).

In nessun altro luogo dell’isola si trova della lava che presenta quella conformazione caratteristica. Macine di questa pietra tipica abbiamo trovato nell’abitato preistorico sulla collina del Castiglione tra Porto d’Ischia e Casamicciola che ebbe vita tra il XIV e la prima metà dell’VIII sec. a.C. Almeno dal II millennio a.C. si sfrutta questa famosa pietra.

Insomma, vedere lavorare Aquilino, è un piacere alla vista e all’animo. Auspico, se non il ritorno ai vecchi mestieri, quantomeno alla valorizzazione e allo studio anche e soprattutto nei plessi scolastici, delle tradizioni praticate dai nostri avi. Sporchiamoci le mani: il nostro futuro dipende dalla consapevolezza del passato.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.