“Che la terra ti sia lieve, caro Giovanni, ragazzo gentile, buono e sempre sorridente. E scusami se…”

“Che la terra ti sia lieve, caro Giovanni, ragazzo gentile, buono e sempre sorridente. E scusami se…”

L’intensa attività politica, sociale e giornalistica che svolgo sin da quando ero bambino, da sempre mi dà la possibilità di raccontare tante storie e al tempo stesso di conoscere tanta, ma tanta brava gente che si rivolge a noi per denunciare le più svariate problematiche sociali presenti sulla nostra Isola. Ed è proprio in questo modo che oltre un anno fa ho avuto la fortuna di conoscere Giovanni Calise. Mi fermò per strada per dirmi che in via Piellero, nella proprietà privata, da anni c’era un palo della pubblica illuminazione tranciato dal vento e che anziché essere sostituito, la ditta appaltatrice lo teneva appeso penzolante con una corda. Una cosa assurda, incredibile. E così pochi giorni dopo, telecamera alla mano, mi recai da lui per effettuare le riprese e realizzare un servizio giornalistico. Inutile dire che nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, il potere politico locale se n’è fregato altamente e in via Piellero quel palo della vergogna è ancora penzolante e continua a costituire un serio pericolo per la pubblica incolumità. Ebbene, da allora con Giovanni è nata una vera e propria amicizia nonostante non abbiamo mai avuto modo di condividere insieme un caffè o una pizza. Ma Giovanni, che tra l’altro era uno degli ultimi contadini foriani, un grande ed infaticabile lavoratore della terra come ormai ce ne sono sempre più pochi, era un ragazzo talmente buono e solare che ovunque mi vedeva mi salutava con stima ed affetto quasi ci conoscessimo da decenni. Ed aveva una caratteristica sempre meno comune in tutti noi, purtroppo. Ad ogni saluto il suo viso si illuminava di un bellissimo sorriso, un sorriso che ti apriva il cuore e col quale rendeva palese tutta la sua straordinaria bontà. Caro Giovanni, è stato tremendo apprendere della tua morte improvvisa e prematura e in queste ora sono tantissime le persone, tuoi conoscenti e vicini di casa, che piangono la tua scomparsa. Ti chiedo scusa se, nonostante l’impegno, non sono riuscito ancora a far rimuovere quel palo spezzato in via Piellero che ci auguriamo ora venga tolto immediatamente, ma quasi a volerti fare le scuse a nome di tutta la collettività, chiedo pubblicamente ai neo eletti Consiglieri comunali di Forio ed al sindaco Stani Verde di dedicarti un minuto di silenzio nel corso del Consiglio comunale che si terrà lunedì prossimo. Ricordando anche Francesco Mattera, detto U’ Barbier, personaggio storico della nostra amata Forio che ci ha lasciato in questi giorni ed altri nostri eventuali concittadini. Ancor prima di illustri e cattedratici personaggi, il Consiglio comunale di volta in volta ricordi le donne egli uomini semplici, onesti e laboriosi che con umiltà e nell’ombra hanno rappresentato un grande orgoglio per Forio e per l’intera isola d’Ischia. Che la Terra ti sia lieve, caro Giovanni. Io, personalmente, non ti dimenticherò mai.

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Gennaro Savio

Gennaro Savio

Attraverso la mia attività politica, sociale e giornalistica cerco con impegno ed umiltà di dare quotidianamente voce ai senza voce e agli sfruttati dell’infame società capitalistica. Per migliorare sin da subito le condizioni di vita delle masse popolari e per costruire, in prospettiva, un mondo migliore basato sui valori della pace e sull’uguaglianza economica e sociale di tutti i cittadini.