È NATA UFFICIALMENTE “UNITI PER L’UCRAINA – ISCHIA”

È NATA UFFICIALMENTE “UNITI PER L’UCRAINA – ISCHIA”

Domenica scorsa presso le Antiche Terme comunali di Ischia Porto

di Andrea Esposito

La comunità ucraina isolana è diventata associazione nel momento più difficile, quello in cui più forte è il dovere di essere uniti, farci sentire e far sentire il nostro infinito amore per i nostri cari in pericolo. Domenica scorsa prima presso la Chiesa di Portosalvo, per la messa e la benedizione, e quindi nel salone gremitissimo delle Antiche Terme Comunali di Ischia Porto, tanti abbracci, molte lacrime, uno sconfinato orgoglio.

Una scelta di vita e per la vita, troppi sacrifici fatti, troppo dolore, per tentennare ora. Indietro non si torna, hanno ribadito i tantissimi ucraini che sono oggi parte integrante del tessuto sociale della nostra isola. La gratitudine del neonato ente associativo va innanzitutto a loro, alla diaspora ischitana del popolo più eroico al mondo. Inoltre l’associazione ringrazia i Sindaci dell’isola d’Ischia, si dice commossa delle parole importanti e calorose, piene di affetto, di Enzo Ferrandino, Stani Verde e Giacomo Pascale che anche questa volta non sono mancati all’appuntamento.

Tante le istituzioni pubbliche e private che hanno fatto pervenire il loro saluto con messaggi e video. Il grazie dell’associazione anche ai media locali che hanno scelto di esserci, come il direttore de Il Dispari Gaetano Di Meglio che è al fianco della comunità ucraina fin dal drammatico inizio dell’invasione russa, quasi tre anni fa, con grande coraggio e senza scegliere una comoda equidistanza. Grazie ai tanti italiani presenti con coraggio.

Questa straordinaria eroica gente, esempio per tutti, ci ha dimostrato come gli ideali sono carne e sangue, non parole. Si realizza dunque un sogno, un piccolo grande traguardo per centinaia di persone che quotidianamente contribuiscono con abnegazione alla crescita del tessuto sociale ischitano. Gli ucraini d’Ischia si stringono gli uni agli altri facendo un importante passo in avanti, registrando il loro riconoscimento giuridico. L’ente senza scopo di lucro avrà tra le sue nobili finalità: servizi legali con avvocati italiani, servizi C.A.F. (Centro di Assistenza Fiscale), rilascio documenti per ricevere prestazioni sociali, assistenza con la dichiarazione dei redditi, prestazioni sociali, assegni per figli.

L’associazione organizzerà viaggi nei siti storici e culturali del nostro paese. Forte sarà il sostegno alla Comunità, unità tra gli ucraini che vivono sull’isola, identità nazionale e legami culturali. Organizzazione eventi e festività tradizionali, mostre e presentazioni che conservano le tradizioni ucraine. Iniziative educative e culturali: corsi, laboratori, progetti per bambini e adulti per l’apprendimento della lingua, della cultura, della storia ucraina. Supporto sociale: condividere esperienze, consigli sul lavoro. Beneficenza e volontariato. Networking: conoscere nuove persone, creare nuove connessioni e amicizie. Dunque “Uniti per l’Ucraina-isola d’Ischia” sara’ uno strumento attraverso il quale aiutare in diversi modi l’Ucraina, aggregare, partecipare, superare tutte quelle situazioni di difficoltà, disagio, problematiche burocratiche e di vita quotidiana che attanagliano i loro connazionali e a volte anche gli italiani ad essi legati.

LA GIOVANE UCRAINA

Una delle impressioni abbastanza palesi che emergono dai cinguettii del figlio di Trump sul social dell’amico “Elon”, è la percezione che una buona fetta di Occidente ha della nuova generazione ucraina. Non è solo la sufficiente spocchia della nuova America, no. L’ho riscontrato anche qui da noi, addirittura anche in alcune mie conoscenze personali. Siamo rimasti ottusamente legati al modello dell’ucraino che, complice la disperata condizione dell’area post-sovietica, ci siamo costruiti nella nostra testa. Insomma per riassumere: tutte badanti, al massimo mignotte, e ubriaconi. Non mi arrabbio, anzi scoppio a ridere.

Riso amaro, s’intende. Mentre i nostri rich-kids conducono le loro battaglie da cuor di leone tra dissing, onlyfans, iphone, aperitivi e al massimo a spararsi in strada per un piede pestato…la nuova generazione ucraina (la migliore della storia moderna), non solo ha dovuto in pochi mesi imparare ad usare i moderni armamenti, a combattere e a morire, trasformando studenti e umili lavoratori nell’esercito più pronto ed eroico dell’intero globo, ma anche – per chi non è in prima linea – a trasformarsi (tanto per dirne solo alcune) da programmatori di impianti di climatizzazione o chiavette elettriche per auto, a periti informatici addetti ai software dei droni da battaglia, dei sistemi antimissile, dello spionaggio e controspionaggio. Non solo guerra: hanno imparato in 2 anni e mezzo a costruire protesi articolari, fare rete in ogni campo dell’assistenza sanitaria e del volontariato, sostituire fonti di energia a causa dei bombardamenti che hanno devastato le reti abituali, utilizzare le risorse idriche ed eoliche, ridurre i consumi con piani strategicamente studiati città per città, paese per paese. Hanno creato nuovi luoghi di istruzione, approfondimento, cultura, hanno primeggiato nonostante le difficoltà logistiche, nello sport nelle arti nel giornalismo nella musica raccogliendo premi ovunque. Non me l’hanno raccontato, non l’ho letto sulla propaganda di Azov. E’ la storia dei miei nipoti, di decine e decine di miei amici.

Che tristezza vero? Ma perchè non si sono arresi subito ai russi e oggi stavano con noi il sabato fuori al bar a farsi il negroni!

Non lo possiamo capire. Per ora, naturalmente, perchè se i russi arrivano al confine polacco è possibile che lo capiremo presto anche noi, che cosa significa lottare per la propria esistenza. Non generica, non concetto ideale come “libertà, indipendenza”. Lasciamoli da parte.

La migliore generazione della storia ucraina oggi si è trasformata nella quintessenza della moderna preparazione, soprattutto in materie tecnologiche, tra quelle occidentali e mondiali, perchè non ha avuto alcuna scelta, perchè “esistenza” per loro ha avuto un unico significato: cedere le proprie case, le proprie donne, le proprie città, la propria vita…o combattere per esse.

Detto tutto questo, di una cosa sono assolutamente certo e ve la posso dire mettendoci la mano sul fuoco: se l’Ucraina sopravvive alla tempesta, questa generazione – forgiata dalle pene dell’inferno – si ritrovera’ con una tale mole di competenze e prolifica rabbia di farle fruttare, che ai nostri “bamboccioni” e a quelli di mezza Europa con le cuffiette e la trap nelle orecchie, faranno mangiare la polvere surclassandoli in ogni campo. E faranno bene, sarà sacrosanto. Altro che badanti, mignotte e ubriaconi. Questi ragazzi saranno la nostra avanguardia a Est contro il neo-imperialismo russo, cane che abbaia davanti al padrone cinese. Ecco perchè, quando leggete di gente con il diploma preso alla Esselunga che a trent’anni si fa accompagnare da mamma a comprare le Nike perchè ha paura del cane del vicino dietro al cancello, che prende in giro le leadership ucraina, offende i suoi soldati, deride i suoi giovani, come fosse tutto un gioco, dovete avere l’amor proprio di dirgli di VERGOGNARSI e di alzare il culo dal divano che tra poco tocca a loro, se continuiamo a cazzeggiare. Speriamo di no, speriamo con tutto il cuore di non dover essere difesi nelle nostre libertà dai corteggiatori di Temptation Island.

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Redazione

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