LA FRAGILITÀ E I BISOGNI NON SEGUONO IL CALENDARIO DELLE RICORRENZE
Nuova rubrica di psicologia a cura della dottoressa Valeria Fattore
Il tre dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, e il recente omicidio -suicidio avvenuto a Corleone (PA)- in cui, Lucia Pecoraro, 78 anni ha tolto la vita alla figlia Giuseppina Milone, 47 anni affetta da Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) – ci costringe a riflettere su quanto questa ricorrenza risulti simbolica.
Il peso insostenibile sotto il quale questa madre si è sentita schiacciare, rivela la distanza tra dichiarazione di principio e la realtà quotidiana delle famiglie che si prendono cura di persone con disabilità.
Le belle parole sull’inclusione e diritti contano poco se le famiglie continuano ad essere lasciate sole: senza sostegni strutturati, senza servizi adeguati, senza un accompagnamento psicologico e pratico che renda il caregiving compatibile con una vita dignitosa.
Le preoccupazioni che tormentano i familiari riguardo il “dopo di noi” e che, nei casi più estremi, possono spingere a gesti disperati, devono essere affrontate con azioni concrete ed efficaci: un maggiore supporto e un’assistenza domiciliare continuativa. Solo garantendo questi aiuti si può evitare che la solitudine si trasformi disperazione. Perché una persona con disabilità non smette di esserlo il 4 dicembre: la fragilità e i bisogni non seguono il calendario delle ricorrenze.

