IL TUO VALORE RESTA, ANCHE QUANDO L’ALTRO SCEGLIE IL SILENZIO
In un pomeriggio qualunque, di quelli che invitano a rallentare e ad ascoltarsi, pensando alle relazioni, riflettevo, sorseggiando una tisana agli agrumi, su quante volte ci siamo sentiti dire:
“Se non agisce è perché non vuole farlo o perché non vi è un interesse sincero.”
È una frase logica e razionale, ma raramente racconta tutta la verità. Se una persona non agisce, le spiegazioni possono essere molte: che non gli/le interessi è solo una possibilità, non una certezza. Non possiamo leggere nella mente degli altri; possiamo solo percepire sensazioni, vibrazioni. Trasformarle in verità assolute è una semplificazione.
È una frase riduttiva, che chiude la comunicazione e limita la capacità di ascoltarsi colpendo l’autostima. Agire non è sempre semplice né immediato. Ognuno ha una storia, i propri tempi, insicurezze, limiti emotivi o fisici, sovrastrutture. Può essere impegnato, timido, avere paura del fallimento o dei propri errori; a volte la posta in gioco è troppo alta. A volte, senza accorgercene, siamo noi a porre dei limiti, a non essere davvero accoglienti. Io stessa, a volte, rimando ciò che vorrei.
Ma tutto questo parla dell’altro, non di te. Il suo rifiuto di chiamare, chiarire o accoglierti riguarda chi sceglie, non chi attende. Non determina il tuo valore come persona.
Per questo dire “non gli/le interessi” è spesso inappropriato: è doloroso per chi lo riceve e, soprattutto, non descrive la realtà dei fatti. È un’interpretazione.
Riflettiamoci. Voi cosa ne pensate?

