Lavoro. Mancano figure professionali, nel frattempo i carabinieri scoprono tre operai a nero
È una notizia di pochi giorni fa, la compagnia dei Carabinieri di Ischia, comandati dal Capitano Angelo Mitrione, ha eseguito dei controlli in un cantiere edile pubblico a Ischia. Nella fase di riconoscimento, hanno individuato tre operai che lavoravano in nero, da qui scatta la denuncia e il sequestro del cantiere.
Dopodiché, indignazione sui social, c’è chi da colpa all’amministrazione che non è stata attenta (siamo in campagna elettorale) e c’è chi invece urla allo scandalo per la pessima figuraccia.
Fermi tutti. Al di là del reato in sé, qui si urla allo scandalo per tre operai in nero? Ma sappiamo benissimo che sull’isola ci sono imprenditori di grosso calibro che assumono in nero parte del proprio personale non corrispondendogli nemmeno il tfr.
Parliamo di alberghi, ristoranti, negozi, migliaia di persone che sono costrette a subire questi torti pur di lavorare per portare da mangiare ai propri cari.
Purtroppo l’isola d’Ischia è fondata sul lavoro nero o sul lavoro sommerso. Dove ti giri ti giri vedi che i grandi diventano sempre più ricchi e dipendenti sempre più poveri.
Complimenti all’Arma dei Carabinieri per aver scoperchiato il vaso di Pandora ma attenzione a non commentare in modo inappropriato, perché chi giudica, spesso e volentieri, sono gli stessi che pur di risparmiare pochi spiccioli, assume in nero o sottopaga i propri dipendenti.

