La nascita dei cognomi

La nascita dei cognomi

Come nascono i cognomi? Vi presento una piccola parte di quello che è il mio lavoro di ricostruzione storica: la cognomazione.La storia dei cognomi è il legame che unisce gli individui attraverso il tempo, nonché la storia della proprietà più sicura di una famiglia. Ogni cognome nel mondo ha un significato e una storia. Circa 5000 anni fa, in Cina, sotto il governo dell’imperatore leggendario Fu Xi i cognomi si sono resi obbligatori per tutti gli abitanti dell’impero. Erano cognomi ereditati dalle madri, cioè matronimici. Non si scrivevano dopo il nome ma, come avviene ancora oggi in alcuni Paesi, lo si scrive per prima. Nell’anno 1500 avanti Cristo, nella dinastia Shang, i cognomi iniziarono ad essere ereditati dal padre (patronimici). Esistono poi i toponimici, tl (dal greco τόπος, tòpos, “luogo”, e ὄνομα, ònoma, “nome”) è il nome proprio di un luogo geografico (ad es. Di Scala, Di Massa, Messina, Cuomo, ecc). Il nome di famiglia come tale fa apparizione nella società della Roma antica. Qui esisteva una convenzione di nomi chiamata Tria Nomina, composta da tre nomi oppure da quattro. Il Praenomen era il primo nome o nome di battesimo. Il Nomen era il nome della gens o clan al quale la famiglia apparteneva. Il cognomen era il nome di quella famiglia all’interno della Gens. L’Agnomen, un appellativo personale, era aggiunto al nome ufficiale. Un esempio è il generale Publio Cornelio Scipione Africano (236 a.C. -183 a.C.).Publio è il praenomen, primo nome o nome di battesimo; Cornelio è il nomen, o nome della gens; Scipione è il cognome o nome derivato del ramo familiare; Africano è l’agnomen o appellativo che gli è stato dato per aver battuto Annibale nella seconda guerra punica in Nord Africa. Ricordo che la società romana, di cui siamo figli, era una società patriarcale e patrilineare. Le donne romane non usavano il primo nome ed erano conosciute per la forma femminile del nomen o cognomen del padre o della madre; per differenziare le madri utilizzavano appellativi come maggiore o minore. Con il crollo dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.), inizia il Medioevo. Nel nuovo tipo di società, la convenzione romana venne abbandonata. Spesso il cognome era diffuso soprattutto tra le classi sociali più alte, mentre la restante parte utilizzava il nome comune di battesimo. Nell’anno 898, il re Oddone II, fa una donazione al monastero di San Pedro de Montes. Nell’atto si possono verificare le prime forme primitive di cognomi spagnoli che non tutti usavano. Dopo l’anno mille, per una serie di fattori tra i quali la diminuzione delle guerre, lo sviluppo dell’agricoltura, ed il conseguente aumento demografico, nacque la necessità della differenziazione delle persone. Si stima che dall’anno 1000 al 1350, la popolazione europea aumentò da 24 a 70 milioni di persone. I notai dell’epoca sollecitarono l’utilizzo del cognome. Questo è evidente anche nel nostro ‘200, quando Federico II, lo stupor mundi, attuò una riforma di cui vi parlerò in futuro. Talvolta non bastava l’indicazione di nome e cognome, e si aggiungeva l’ulteriore appartenenza al capostipite, sempre più spesso identificato con nome e agnomen (‘a razz’). Nel 1538 Thomas Cromwell, Vicario Generale del re Enrico VIII, ordinò alle parrocchie di tenere dei registri di battesimi, matrimoni e sepolture. Questo evento sancì la diffusione dei cognomi in Inghilterra. Nel 1539 l’ordinanza di Villers-Cotterêts fu promulgata dal re Francesco I di Francia. Fu chiesto ai sacerdoti di avere registri dettagliati di tutte le nascite, i matrimoni, i decessi. Questo sancì diffusione dei cognomi in Francia. Nel 1564, terminato il Concilio di Trento, si ordinò a tutte le parrocchie di tutte le nazioni europee di avere registri dettagliati con nomi e cognomi di nascite, matrimoni e decessi. Questo evento sancì la diffusione dei cognomi in tutta Europa. Mie osservazioni: sull’isola d’Ischia, il registro parrocchiale più vecchio che io abbia trovato, appartiene alla chiesa parrocchiale di San Vito in Forio, e risale al 1582. La chiesa parrocchiale di San Giorgio in Testaccio, aveva il primo registro parrocchiale datato 4 febbraio 1599. Tuttavia questo documento non si riesce a trovare. I miei studi si concentrano su epoche molto precedenti al ‘500, e vi posso dire che la stabilizzazione dei cognomi, come li conosciamo oggi, avviene nel ‘200. Nel ‘500 era già diffusa la divisione dei vari cognomi per “razza”. Vi faccio un esempio: i Di Meglio ischitani si erano già ramificati in molti soprannomi. Tra i tanti ricordo i Guarnaccia, Janneciello (Aniello), i Catena, Mezanotte, Lanze, Pantasca, di Nitto, Imparazza, Babà, Moscardino.Quella che noi chiamiamo “la razza” è un patrimonio culturale immateriale da tutelare, ma soprattutto da trasmettere. Invito tutti a continuare ad utilizzare questa tradizione plurisecolare, che non deve andare persa. Appuntate, se volete, gli appellativi, e trasmettiamoli alle nuove generazioni.

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Ivano Di Meglio

Ivano Di Meglio

Eterno studente, scavo nei meandri del passato per trovare l'identità collettiva che porti al traguardo della consapevolezza. Mi occupo di cognomazione, Medioevo e usi locali. Cerco instancabilmente atti, prove e quant'altro mi consenta di ricostruire spaccati di vita lontana e vicina.